Trump minaccia dazi del 25% ai Paesi che commerciano con l’Iran

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato una nuova e dura misura economica contro l’Iran, dichiarando che qualsiasi Paese continui a fare affari con Teheran sarà colpito da una tariffa del 25 per cento su tutte le transazioni commerciali con Washington.

L’annuncio è arrivato lunedì tramite un post sul social network Truth Social, che Trump ha definito “definitivo e conclusivo”, senza però fornire ulteriori dettagli operativi.La decisione si inserisce in un contesto di forte tensione internazionale, mentre l’Iran è attraversato da proteste antigovernative diffuse, represse duramente dalle autorità. Secondo fonti di organizzazioni per i diritti umani, centinaia di persone sarebbero state uccise negli scontri, ma un blackout di internet nel Paese rende difficile verificare in modo indipendente le informazioni.Non è ancora chiaro quali Stati saranno maggiormente colpiti dalla nuova misura statunitense. Tra i principali partner commerciali dell’Iran figurano Russia, Cina, Brasile e Turchia, oltre a Paesi della regione come Iraq ed Emirati Arabi Uniti.

L’imposizione di dazi potrebbe avere ripercussioni significative sugli equilibri economici e diplomatici globali.Negli ultimi mesi Trump ha intensificato la pressione su Teheran, accusandola di non rispettare gli impegni sul programma nucleare e militare. Il presidente ha anche minacciato possibili azioni militari, ribadendo che “tutte le opzioni restano sul tavolo”, pur dichiarandosi disponibile a una soluzione diplomatica.

A giugno, gli Stati Uniti hanno già colpito tre siti nucleari iraniani durante un conflitto di dodici giorni avviato da Israele, un’azione che, secondo diversi esperti legali, potrebbe configurare una violazione del diritto internazionale.Trump ha inoltre collegato le minacce militari alla repressione delle proteste interne, avvertendo che eventuali uccisioni di manifestanti pacifici potrebbero provocare una risposta diretta degli Stati Uniti. Parole che alimentano ulteriormente il clima di incertezza e preoccupazione, mentre la comunità internazionale osserva con apprensione l’evolversi della crisi tra Washington e Teheran.

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