di Marco Testa
Rovereto sulla Secchia ha celebrato l’inaugurazione del nuovo Polo scolastico, un’opera che rappresenta molto più dell’apertura di un edificio moderno: è il simbolo di una comunità che ha saputo rialzarsi dopo il terremoto del 2012 grazie a un percorso di resilienza, partecipazione e solidarietà che ha superato i confini nazionali, arrivando fino all’Australia.
Il sisma aveva colpito duramente il territorio, distruggendo scuole, abitazioni e servizi essenziali. Da allora, la ricostruzione è diventata una priorità condivisa, portata avanti attraverso il lavoro delle istituzioni, il coinvolgimento dei cittadini e una fitta rete di sostegno pubblico e privato.
In questo quadro, un ruolo centrale è stato svolto dalle Fondazioni di origine bancaria: l’Associazione Regionale di Casse e Monti dell’Emilia-Romagna ha contribuito in modo decisivo alla realizzazione della palestra, in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, che ha operato come supporto sul territorio.
Accanto a questi interventi strutturali, una delle pagine più significative di questa storia di rinascita arriva da migliaia di chilometri di distanza. Gli emiliano-romagnoli residenti in Australia hanno scelto di essere parte attiva della ricostruzione attraverso la campagna “Aiutiamoli a ripartire”, promossa con il patrocinio dell’Ambasciata Italiana e il supporto del Consolato di Sydney.
L’iniziativa ha permesso di raccogliere 115.000 euro, interamente donati al Comune di Novi di Modena e destinati alla realizzazione degli spazi scolastici. Un gesto che ha trasformato la memoria dell’emigrazione in un ponte concreto di solidarietà tra comunità lontane ma unite dalle stesse radici.
Il nuovo Polo scolastico nasce anche da un forte percorso partecipativo. Attraverso il progetto “Fatti il Centro tuo!”, famiglie, insegnanti e studenti sono stati coinvolti nella definizione degli spazi, contribuendo a disegnare una struttura sicura, moderna e funzionale alle esigenze educative di oggi.
L’opera ha richiesto un investimento complessivo di 8.826.762,12 euro, finanziato in larga parte dai fondi del Commissario Delegato alla Ricostruzione (7.474.620,12 euro), con il contributo dell’Associazione Casse e Monti dell’Emilia-Romagna per 832.000 euro, risorse comunali per 400.000 euro e donazioni per oltre 120.000 euro, oltre a ulteriori erogazioni liberali che hanno consentito di completare anche l’acquisto degli arredi.
Dal punto di vista architettonico, il complesso si sviluppa su una superficie coperta di circa 4.100 metri quadrati e si articola in due volumi di due piani che definiscono una grande corte-giardino interna.
Questo spazio centrale è il cuore del Polo: qui convergono laboratori, mensa e ambienti di relazione, progettati per essere ampi, luminosi e in costante dialogo con l’esterno. La struttura si integra con il contesto urbano di via IV Novembre grazie a una nuova area pedonale e verde che ha permesso di salvaguardare le alberature esistenti.
Sul piano didattico, il Polo ospita dieci aule per la scuola primaria e sei per la secondaria. La maggior parte degli ambienti è dotata di pareti mobili insonorizzate, che consentono di modulare gli spazi in base al numero degli alunni e alle attività previste. A completare l’offerta ci sono la palestra, l’auditorium e l’“Agorà”, pensati come spazi aperti anche alla comunità al di fuori dell’orario scolastico.
I lavori hanno richiesto circa tre anni dopo la demolizione delle vecchie scuole. La posa simbolica della prima pietra risale all’ottobre 2021, mentre l’avvio operativo del cantiere è avvenuto nel dicembre 2022, dopo un necessario approfondimento normativo legato alla compensazione dei prezzi e all’attuazione del Decreto Aiuti (DL 50/2022), passaggio fondamentale per garantire la sostenibilità economica dell’opera.
Momento particolarmente sentito è stato l’Open Day di sabato 10 gennaio 2026, con una conferenza di presentazione della struttura alla presenza del sindaco Enrico Diacci, del progettista Marco Contini, del pedagogista Paolo Calidoni e di Giovanni (Luca) Ferrari dell’Associazione Emilia-Romagna Sydney-Wollongong.
Nel suo intervento, il sindaco Diacci ha ringraziato autorità, tecnici e imprese coinvolte, tra cui Davide Baruffi, Stefano Bonaccini, Mons. Ermenegildo Manicardi, Matteo Tiezzi e Mario Arturo Ascari, oltre alla dirigente scolastica Giovanna Manfredi.
Luca Ferrari ha raccontato il senso della solidarietà arrivata dall’Australia: “È stato molto emozionante partecipare a questo evento, dove i cittadini di Novi di Modena e dei paesi limitrofi colpiti dal terremoto si chiedevano le motivazioni per tanta solidarietà arrivata da così lontano. Il racconto degli emiliano-romagnoli d’Australia, con questa donazione, ha colpito la sensibilità di tutti, ma soprattutto ha aperto una visione più ampia della realtà di noi italiani che viviamo all’estero, in paesi prima ospitanti e poi di adozione.”
Un pensiero speciale è andato anche a Bruno Buttini, Franco Baldi e Marisa Spandri, scomparsi, e al lavoro del comitato organizzatore presieduto da Rocco Perna, con il sostegno di sponsor come Smeg, Reggiana Riduttori, Ferrero e Technogym.
Il nuovo Polo scolastico di Rovereto sulla Secchia è così diventato il simbolo di una ricostruzione che non riguarda solo i muri, ma soprattutto le relazioni: tra istituzioni e cittadini, tra territorio e diaspora, tra passato segnato dal sisma e futuro costruito insieme.
