L’incubo delle ciclabili in centro a Verona

di Angelo Paratico

Mio padre è stato sindaco di un paese in provincia di Milano, rimase primo cittadino per tre mandati, dunque 15 anni. Dicono di lui che fu un ottimo sindaco perché era sempre in giro in paese e dunque vedeva i problemi ed era capace di porvi rapidamente rimedio.

Questo non appare essere più il caso guardando a Verona. Parlo del quartiere di Ponte Crencano, dove risiedo. Apparentemente gli assessori comunali che si occupano della circolazione non vanno a vedere l’impatto che stanno avendo le grandi ciclabili che si stanno completando nel nostro quartiere e in particolare in prossimità del cimitero di Quinzano. Se ci passassero capirebbero che stanno sbagliando tutto, rendendo la vita più difficile ai cittadini.  

Stando a quanto aveva dichiarato Palazzo Barbieri tutta questa cementificazione aggiuntiva sarà finanziata con circa 2.300.000 euro attraverso il Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) e i lavori si concluderanno entro la primavera del 2026. 

Credo che tutto questo verrà visto in futuro come una dimostrazione che i soldi dati a pioggia, come quelli del Pnrr (che andranno restituiti con gli interessi), alla fine faranno più male che bene alle nostre economie. E forse le prossime amministrazioni dovranno demolire queste barriere e risistemarle, per rendere nuovamente agevole lo scorrimento delle auto e degli autobus. Il problema delle piste ciclabili rientra in questo paradigma e si sta facendo ingestibile. Le strade son sempre le stesse ma le auto sono diventate sempre più grosse e che fanno i nostri amministratori?  Le restringono, piazzandovi piste ciclabili che occupano anche un terzo della carreggiata, con un cordolo in cemento prefabbricato. Questa è una follia, le strade son fatte per circolare non per mostrare quanto gli attuali assessori della giunta Tommasi siano sensibili alle istanze verdi. La costruzione di cordoli in cemento viene spiegata come una loro messa in sicurezza che prevede barriere protettive e le strutture portanti di vari tratti ciclabili.  L’assessore alle strade e ai giardini Federico Benini dichiarò che così facendo: «Si affrontano in modo puntuale e concreto alcune criticità segnalate dai cittadini e dalle circoscrizioni. Così da garantire percorsi sicuri e ben segnalati significa incentivare l’uso della bici e promuovere una città più sostenibile”. Ecco, vogliono incentivare l’uso delle biciclette, non rispondono a una esigenza creata da chi si sposta già in bicicletta perché pochi davvero le usano. Le usano perlopiù per le attività sportive ma le strade cittadine servono al commercio e al lavoro prima che allo sport, un fatto che pare sfuggire all’assessore alla Mobilità e Lavori pubblici, Tommaso Ferrari. 

Queste politiche falsamente ecologiche che cadono dall’alto, contribuiscono alla cementificazione senza freni, mascherandola di ecologismo per fine speculativi. Per questo vengono stigmatizzate dall’ottimo urbanista Giorgio Massignan che ha pubblicato “Il cemento è servito. Politica, economia e affari nella pianificazione urbanistica di Verona dal dopoguerra ai giorni nostri”.  Massignan è un ex segretario e presidente del Consiglio regionale di Italia Nostra a Verona, oltre che assessore veronese alla Pianificazione e presidente del locale Ordine degli Architetti.   Il senso del suo libro ci pare sintetizzato da questo punto: “Nella cosiddetta seconda repubblica, con la crisi dei partiti storici e la conseguente debolezza della politica, si è modificato il rapporto tra il fattore politico e quello economico. Il vuoto di potere da parte della politica è stato occupato dall’economia che ha potenziato il proprio ruolo nelle decisioni riguardanti lo sviluppo del territorio. Anche a Verona alcune associazioni, fondazioni e consorterie stanno influenzando le pubbliche amministrazioni nelle decisioni sulle destinazioni d’uso del territorio”.

Come alternativa alle ciclabili cittadine si potranno creare delle piste ciclabili fuori dai percorsi industriali, entro la natura e fuori dal centro. Un ottimo esempio pare essere la ciclabile di Valeggio, Peschiera e Borghetto.