Nel suo messaggio all’Europa, Papa Leone XIV ha lanciato un forte richiamo al valore della Dottrina cristiana come fondamento imprescindibile per il futuro dell’Occidente. In un testo firmato dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, il Pontefice ha indicato con chiarezza che la pace, la giustizia e la prosperità non possono essere costruite prescindendo da verità condivise e da valori radicati nella tradizione cristiana.
Leone XIV ha messo in guardia da una crisi culturale profonda che attraversa oggi l’Occidente, segnata dalla crescente difficoltà di riconoscere l’esistenza di valori universali.
Una difficoltà che, secondo il Papa, nasce dalla diffusione del relativismo e dalla tendenza a ridurre la verità a una semplice opinione soggettiva. In questo contesto, ha sottolineato, la religione viene spesso relegata ai margini del dibattito pubblico, come se non avesse nulla da offrire al bene comune.
Il Pontefice è stato netto: nessuna società, e ancor meno un intero continente, può vivere in pace senza riferimenti condivisi che orientino le scelte politiche, sociali ed economiche. Senza una verità riconosciuta, ha osservato, anche i concetti di giustizia, dignità umana e solidarietà rischiano di svuotarsi di significato e di diventare strumenti mutevoli, piegati alle convenienze del momento.
Richiamando l’insegnamento di san Giovanni Paolo II nell’enciclica Centesimus annus, Papa Leone XIV ha ribadito che non esiste vero progresso senza il rispetto del diritto originario dell’uomo a conoscere la verità e a vivere secondo essa. È questo, ha lasciato intendere il Pontefice, il contributo decisivo che il pensiero cristiano può offrire all’Occidente contemporaneo.
Il messaggio di Leone XIV si configura così come un appello a riscoprire le radici cristiane dell’Europa e dell’Occidente, non per nostalgia del passato, ma per ritrovare basi solide su cui costruire un futuro di pace autentica e duratura.
