Caterina Caselli, 60 anni di libertà in musica

Sono passati sessant’anni da quando una giovane ragazza dai capelli biondi a caschetto salì sul palco del Festival di Sanremo e cambiò, senza forse rendersene conto fino in fondo, il volto della musica leggera italiana. Era il 1966 e Caterina Caselli cantava per la prima volta “Nessuno mi può giudicare”, un brano destinato a diventare non solo un successo discografico, ma un vero simbolo generazionale.

All’epoca Caselli aveva appena vent’anni. Non era ancora la raffinata talent scout e produttrice che oggi tutti conoscono, ma una giovane interprete con una voce intensa e un’immagine moderna, lontana dagli schemi tradizionali della canzone melodica italiana. Quel caschetto biondo, ispirato alle mode inglesi, e quell’aria determinata la resero subito riconoscibile. Ma fu soprattutto la canzone a colpire nel segno.

Scritta da Daniele Pace, Mario Panzeri, Lorenzo Pilat e Miki Del Prete, “Nessuno mi può giudicare” raccontava una storia semplice ma rivoluzionaria per l’epoca: una donna che, dopo aver lasciato l’uomo che amava per seguire un’illusione, tornava sui suoi passi rivendicando il diritto di essere capita, non giudicata. In un’Italia ancora fortemente legata a rigidi codici morali, quel messaggio suonava audace. Per la prima volta, una voce femminile nella musica popolare chiedeva comprensione invece di perdono.

Il brano non vinse Sanremo, ma conquistò il pubblico in modo travolgente. Divenne uno dei singoli più venduti dell’anno e consacrò Caterina Caselli come una delle protagoniste della nuova stagione del pop italiano, insieme a nomi come Mina, Patty Pravo e Gianni Morandi. 

La sua interpretazione, intensa ma misurata, univa eleganza e forza emotiva, aprendo la strada a un modo diverso di essere donna sul palco: più autonomo, più consapevole.

Sessant’anni dopo, “Nessuno mi può giudicare” continua a vivere. È stata reinterpretata, citata al cinema, usata in spot pubblicitari e cantata da nuove generazioni che magari non conoscono tutta la storia, ma ne percepiscono ancora l’energia. Il suo titolo è entrato nel linguaggio comune, diventando quasi un motto, un’affermazione di libertà personale che va oltre la canzone stessa.

Anche il percorso successivo di Caterina Caselli sembra riflettere quello spirito. 

Dopo una carriera di successo come cantante, ha saputo reinventarsi dietro le quinte, fondando una delle case discografiche indipendenti più importanti d’Italia e scoprendo talenti come Andrea Bocelli ed Elisa. Una donna che non ha mai smesso di credere nella forza delle scelte personali, proprio come diceva quella canzone del 1966.