di Marco Testa
L’onorevole Marco Fedi ha recentemente lasciato il ruolo di CEO del Coasit di Melbourne, ma la pensione “pantofolata”, a quanto pare, non fa per lui.
«Niente pantofoli e televisione. Neanche mia moglie vuole vedermi tutti i giorni a casa a non fare nulla. È preoccupata», scherza ai microfoni di SBS Radio il primo politico italo-australiano eletto in Parlamento nel 2006. Nonostante il passo indietro dalla guida del colosso dei servizi educativi, culturali e sanitari rivolti alla comunità italiana del Victoria, Fedi mantiene un’attenzione costante verso la politica e le vicende comunitarie: «L’impegno politico rimane… Chi l’ha dimenticato deve ricordarselo. Certamente io non l’ho dimenticato».
Tradotto in termini pratici: non afferma “spero in un ritorno immediato in Parlamento alla prossima tornata elettorale”, ma lascia intendere con chiarezza che il suo interesse e la sua partecipazione non si sono affievoliti, che continuerà a seguire gli sviluppi politici e le iniziative del Partito Democratico, e che il suo impegno verso la comunità italo-australiana rimane saldo e concreto.
Lo accoglierà nuovamente il PD, eventualmente sostituendo uno degli attuali rappresentanti? Dopo 12 anni trascorsi negli alti di Montecitorio, con esperienze nei principali comitati e commissioni, sarà la volta di tentare fortuna a Palazzo Madama?
Oppure si prospetta un’azione politica trasversale, simile alla lista a sinistra che vide Concetta Perna e Paula Marcolin cercare invano di contrastare i renziani?
In Australia, alcuni esponenti della comunità hanno già dichiarato di essere pronti a sostenerl e dal punto di vista elettorale, Fedi potrebbe effettivamente avere qualche possibilità di successo.
A destra, al momento, non ci sono candidati in vista, salvo qualche impresentabile ex-5 Stelle trasformato in leghista che si ripresenterà quasi sicuramente.
A 68 anni, Fedi è ancora energico e attivo, nonché ben lontano dal compianto Nino Randazzo, che rimase in parlamento fino alla veneranda età di 81 anni.
