di Ketty Millecro
L’artista pugliese vive a Milano, noto agli schermi televisivi della RAI e di Mediaset, partito anni fa da Amici, poi a Sanremo con Lucio Dalla. Ora trasborda alla “Grande mela” di New York. Agli italiani all’estero puntualizza di non dimenticare mai la propria identità, la propria lingua e la propria patria, frutto e risorsa di usi, costumi e tradizioni inestinguibili e memorabili.
Dopo il successo in Italia, frutto di incommensurabili sacrifici ed essere riconosciuto dal grande pubblico un grande talento, ora è la volta del trionfo all’estero. È l’America che si accorge di lui, di questo giovane cantautore pugliese, PierDavide Carone. Già i giovani degli States e tanti italoamericani vanno in delirio, venuti a conoscenza dell’invito, come ospite di “La Scuola d’Italia” di New York, la più importante ed unica Scuola d’America degli italiani all’estero.
Attenzionato per le sue capacità poetiche, per il suo messaggio moderno e per la peculiare musicalità, anche i critici in America lo identificano un cantautore versatile ed unico. Da New York ci contatta per un’intervista a Carone, lei la regina della radio, la giornalista italoamericana, Cav. Josephine Buscaglia Maietta, Presidente “Association Italian American Educators” AIAE. Josephine è Producer ed Host della trasmissione radiofonica “Sabato Italiano” a Radio Hofstra University di New York, premiata 5 volte dall’UNESCO, Prima “Radio University in the world”.
È anche organizzatrice del ponte culturale con l’Italia, dunque lo vuole presentare al suo pubblico radiofonico di New York. A primo acchito, quando da New York ci danno il contatto dell’intervistato, non siamo ancora consapevoli di chi si tratti; poi, invece, giunge notizia che il ragazzo italiano parta dal programma Talent, “Amici di Maria De Filippi”. È qui che sobbalziamo, lo rammentiamo, un’immensa ricchezza di doti e ingegno di scrittura e musicalità.
Ci incontriamo su Zoom-Web e la sorpresa si arricchisce. PierDavide, ragazzo del sud che vive a Milano, ci aspetta con dolce trepidazione, almeno questa è l’impressione. Riservato, composto, di una umiltà sconvolgente, ci accoglie con un grande sorriso. Gli chiediamo come si sia approcciato alla musica, i suoi primi passi.
L’intervistato replica di aver sempre avuto una grande passione per i brani canori, per la composizione, per le copertine dei dischi dei suoi genitori. Amante dei Beatles e Renato Zero è un appassionato di musica sin da bambino. Poi nelle varie scuole dalle elementari lo studio del flauto dolce ed in particolare alle scuole medie, l’accostamento alla chitarra.
Questo è lo strumento che definisce il “suo grande amore”. Quando ci si approccia agli strumenti, in generale sembrerebbe, tutto difficile, invece per lui è stata come una predisposizione naturale, palesa. È stato il suo Prof. di musica di quel periodo ad informare i genitori di questa sua singolare attitudine. Decide di frequentare il liceo musicale e ad iniziare lo studio della chitarra classica. PierDavide si accorge, in seguito, di essere attratto dal rock e dai cantautori, facendo progredire la sua carriera di cantautore. È così che “molla gli studi” e si presenta al Talent di “Amici 2010”, l’anno della vittoria di Emma Marrone. Dopo varie selezioni viene scelto; entra a far parte della Scuola e conquista in finale il terzo posto.
Si ricordano le più note canzoni: Di notte, La ballata dell’ospedale, Per tutte le volte che, Nanì. È emozionante ricordare che il compianto Maestro Beppe Vessicchio rimase stupefatto dalle doti compositive, definendolo “geniale cantautore”. Dopo Amici comincia la sua ascesa verso palchi importanti, così scrive la canzone “Per tutte le volte che” per Valerio Scanu, che vince Sanremo. Momento d’oro per PierDavide, del quale si accorge il grande Lucio Dalla. Nel 2012 cantano insieme a Sanremo con un enorme successo.
Purtroppo, dopo aver esaminato ed encomiato le qualità di scrittura creativa del giovane e aver pianificato dei progetti futuri per la carriera del giovane artista, Lucio muore improvvisamente. Inizia un periodo difficile, la morte del suo mentore, il Covid, una malattia fortunatamente superata da Davide e la morte del suo tanto amato papà.
Nonostante i momenti raccapriccianti, ha continuato imperterrito a fare musica, facendo anche tournée a Londra, oltre che in Italia. Ha fatto televisione, ospite a RAI 1 a “Domenica in” con Mara Venier, a “Bellamà”, RAI 2 condotta dal giornalista PierLuigi Diaco.
La vera ascesa al successo, la “rise to success” per l’artista avviene nel 2025 nella trasmissione televisiva a Rai 1, “Ora o mai più”, condotta da Marco Liorni, dove vince la terza edizione, sbaragliando gli avversari. In tale trasmissione ha avuto il supporto di una figura saggia di eccellenza, Gigliola Cinquetti, che con la sua esperienza di cantante navigata, lo ha magistralmente spronato a tirar fuori le sue doti di “cantautore fuoriclasse”.
Ascoltando il suo sound, sembrerebbe compararsi a quello di un cantautore di alta qualità, Rino Gaetano, pur tuttavia del tutto personale e fresco nella scioltezza delle strofe e dello stile. Ha tanti progetti “al fuoco”, ma è molto contento di ciò che ha fatto fino ad oggi.
Da ragazzo riservato e discreto non parla della sua vita privata, ma ci confida che è sereno. Siamo all’epilogo della nostra intervista, così gli chiediamo un messaggio per gli italiani all’estero. Ciò perché attraverso la radio, tv e stampa sarà visto e letto dall’Europa, all’America, fino alle lontane terre dell’Australia. PierDavide sostiene che per gli italiani che si trovano in terra straniera è importante “contaminarsi” con le altre culture per arricchirsi e non estraniarsi.
Quello che è più importante, afferma Carone, è rimanere uniti, non dimenticare mai la propria identità, la propria lingua e la propria patria. Sono essi frutto e risorsa di usi, costumi e tradizioni inestinguibili e memorabili, che coronano l’Italia, terra del sole e dell’amore.
