Ufficialmente mi chiamo “ Macina Caffe’ ma per gli amici sono il “Macinino”. Sono nato tanti anni fa intorno al XIX Secolo per macinare gli aromatici chicchi di caffe’ per far assaporare e degustare quell’inconfondibile aroma che gia’ ai tempi di Luigi XIV mi usavano per questo sfizio.
Non nascondo che ero un po’ goffo, fatto di legno naturalmente di noce perche’ piu’ pregiato con un sistema di route due ingranaggi che quando il chicco di caffe’ ci cadeva deentro,,,,, sgnacchete lo trituravo riducendolo in polvere, veramente non proprio fine ma sufficiente per farci passare l’acqua bollente e convertirlo in gustoso liquido. Sopra all’ingranaggio avevo un lungo braccetto che usavano per farmi girare, la polvere cadeva in un sottostante cassettino, sempre in legno. Naturalmente i miei colleghi che venivano usati presso prestigiose famiglie erano tutti lavorati e intarziati mentre io ed altri eravamo fatti di povero legnaccio a buon mercato fatti per piu’ modeste famiglie. Ma veniamo a cosa dovevamo macinare e cosa era questo caffe’ tanto ricercato e caro. Il caffe’ arrivo’ in Europa nel XVI Secolo naturalmente in grani verdi e duri, dovevano essere tostati quindi macinati. Ricordo che un mio vecchio zio macinino mi raccontava che ai suoi tempi usavano il mortaio di pietra con il pestello per frantumare i chichi ma che il risultato lasciava molto a desiderare, dice che sembrava piu’ acqua sporca che caffe’. I primi miei antenati vennero dalla Turchia nel XVII Secolo e riuscivano a polverizzare i grani piu’ velocemente.
Tutto inizio’ nel 1840 quando la fabbrica dei Fratelli Peugeot progettano il loro prima macina caffe’. Io ricordo che fui acquistato da un simpatico signore che mi porto’ nella sua casa come regalo per sua moglie, ricordo che gli disse: Ecco con questo macinino potrai farmi un buon caffe’ tutte le mattine. Sono rimasto con loro per molti anni, non ero di glegno come i miei avi, ma in ferro ma credo di aver fatto un ottimo servizio.
Ma un bel giorno uno della famiglia arrivo’ con un aggeggio elettrico e disse : Nonna, da domani non dovrai piu’ macinare e il caffe’ sara’ piu’ buono.
Fine della storia , ora mi hanno messo in pensione, mi trovo su di una mensola in cucina, tutti passano ma nessuno piu’ mi guarda , solo qualche loro Figlio che chiese; – Nonna a che serve quel coso di ferro ? Me lo dai per giocare ? Che fine ragazzi, tutto questo solo per una tazzina di buon caffe’.
