Lavoro da casa fa benealla fertilità, uno studio

di Tommaso Scandroglio

 Nello studio di carattere scientifico Work from Home and Fertility, pubblicato il 9 marzo scorso, scopriamo che «la fertilità effettiva dal 2023 al 2025 e la fertilità futura pianificata sono più elevate tra gli adulti che lavorano da casa almeno un giorno alla settimana e, per le coppie, sono ancora più elevate quando entrambi i partner lavorano da casa.

La fertilità stimata nell’arco della vita è maggiore di 0,32 figli per donna [pari ad un 14,3% in più] quando entrambi i partner lavorano da casa uno o più giorni alla settimana rispetto al caso in cui nessuno dei due lo fa».

In merito all’Italia gli autori dello studio hanno verificato che l’Italia è il fanalino di coda in Europa in quanto a lavoro da remoto: 24% del totale.

Gli stessi hanno previsto che se raggiungessimo la quota di smart-working di Canada e Regno Unito (rispettivamente 53% e 54%) avremmo 12.800 nascite in più, che corrisponde ad un +3,5% rispetto al totale.

Calcolando che tra il 2023 e il 2024 ci sono state circa 9 mila nascite in meno, lo smart-working potrebbe contribuire non solo a tamponare le perdite, ma addirittura ad invertire la rotta.

Insomma pare proprio, ma la prudenza è d’obbligo, che ci sia una correlazione positiva tra lavoro flessibile e incremento demografico. La ricerca è stata condotta a livello globale. Altra prova che sono migliori gli interventi statali caratterizzati dalla sussidiarietà – che lo Stato faciliti il lavoro da casa – rispetto all’ausiliarietà – ti riconosco una somma di denaro per ogni figlio che avrai.

Quali i motivi che legano smart-working e fertilità? Un terzo motivo potrebbe essere individuato nel fatto che il lavoro da casa aumenta il tempo non lavorativo passato tra le mura domestiche, perché sottratto allo spostamento verso e dal luogo di lavoro, e quindi parallelamente crescono le occasioni di intimità per la coppia.

I ricercatori non hanno fatto cenno a questo motivo molto probabilmente per la seguente ragione: «A parità di almeno un giorno di lavoro da casa a settimana, ulteriori giorni di lavoro da casa non sono associati a una maggiore fertilità».

Evidentemente l’aspetto scriminante per decidersi ad avere figli o più figli non è dato dalla quantità e qualità di tempo passato insieme dai membri della coppia, ma è la possibilità di gestire meglio i bambini, condizione che, per gli intervistati, si potrebbe realizzare con almeno un giorno alla settimana in cui si lavora da casa. Ciò sarebbe sufficiente per scegliere di allargare la famiglia.