Comites a dialogo  

di Maria Grazia Storniolo

Ad Adelaide si è aperto l’InterCom.It.Es. Australia in un clima di confronto intenso e partecipato, segnando un passaggio rilevante per la rete di rappresentanza degli italiani all’estero. L’incontro, che riunisce i Comitati degli italiani residenti nel Paese, ha rappresentato non solo un momento operativo, ma anche un’occasione di bilancio del mandato in corso e di riflessione sulle prospettive future della comunità.

L’avvio dei lavori è stato affidato alla presidente Marinella Marmo, che ha aperto la sessione con il riconoscimento dei custodi tradizionali della terra, rendendo omaggio al popolo Kaurna e ai loro anziani. 

Un gesto simbolico che ha sottolineato il legame con il territorio e ha introdotto una giornata ricca di interventi istituzionali e politici, caratterizzata dalla partecipazione dei presidenti dei Comites provenienti da diverse città australiane.

Presenza significativa anche quella del Console Generale Ernesto Pianelli, che ha evidenziato l’importanza della partecipazione attiva e del lavoro svolto dai rappresentanti della collettività italiana. Accanto a lui, sono intervenuti il senatore Francesco Giacobbe, l’onorevole Nicola Carè e il membro del CGIE Franco Papandrea, contribuendo ad arricchire il dibattito con una visione politica e istituzionale ampia e articolata. A rafforzare il carattere inclusivo dell’incontro, il collegamento da remoto con Enzo Sirna e con rappresentanti di gruppi giovanili ha permesso di integrare nuove voci e prospettive.

L’Inter-Com.It.Es. di Adelaide assume un valore particolare: è infatti uno dei momenti conclusivi del ciclo 2022–2026 e rappresenta un’importante occasione di verifica dei risultati raggiunti per i Comitati australiani. Nel corso degli interventi è emerso come l’italianità nel mondo non sia solo un elemento identitario, ma anche una risorsa strategica per il sistema Paese. Le comunità all’estero sono state definite un ponte culturale ed economico fondamentale, soprattutto per le piccole e medie imprese italiane che guardano ai mercati internazionali.

Ampio spazio è stato dedicato al ruolo dei Com.It.Es. riconosciuti come presidi fondamentali di democrazia e primo punto di contatto tra cittadini e istituzioni. Tuttavia, è emersa con forza la necessità di maggiori risorse e di un rapporto più strutturato con la rete consolare. Permangono infatti criticità legate alla distanza tra il riconoscimento formale e la reale capacità operativa di questi organismi.

Uno dei temi centrali del dibattito è stato il cambiamento delle comunità italiane in Australia, sempre più articolate e caratterizzate dalla presenza di nuove generazioni di migranti con esigenze diverse rispetto al passato. 

In questo contesto, il rafforzamento della lingua e della cultura italiana si configura come una priorità strategica, insieme al coinvolgimento attivo dei giovani, considerati protagonisti e non semplici destinatari delle politiche comunitarie.

La sessione operativa ha incluso la revisione del verbale precedente e una riflessione sul quinquennio trascorso. Il bilancio è stato complessivamente positivo, con un rafforzamento del coordinamento tra i Com.It.Es. e una maggiore apertura verso le nuove generazioni. Tuttavia, non sono mancate criticità, in particolare nei rapporti con alcune autorità consolari e nella gestione discontinua di procedure e normative.

Un punto particolarmente delicato riguarda il mancato riconoscimento del ruolo dei Com.It.Es. in alcuni contesti ufficiali, una situazione che è stata giudicata problematica per la credibilità stessa della rappresentanza. 

Nel pomeriggio il dibattito si è concentrato sulla promozione della lingua italiana, evidenziando il rischio di marginalizzazione delle lingue europee in Australia.

Sono emerse difficoltà significative per gli enti gestori, alle prese con ritardi amministrativi, incertezze nei finanziamenti e disallineamenti tra i calendari scolastici italiani e australiani. A queste problematiche si aggiungono la carenza di insegnanti di italiano e la fragilità dei progetti educativi, spesso sostenuti più dagli enti locali che dalle istituzioni centrali. Un sistema definito da più voci “instabile” e bisognoso di una revisione complessiva.

Particolarmente incisivo l’intervento di Giovanni Testa, che ha portato il dibattito su un piano più politico, evidenziando come le criticità emerse non siano occasionali, ma di natura strutturale. Ha sottolineato la necessità di interventi concreti e non più rinviabili, fondamentali per garantire continuità ed efficacia alle politiche destinate agli italiani all’estero. 

Ampio spazio è stato dedicato anche ai giovani e alle associazioni emergenti, che hanno illustrato esperienze, difficoltà e nuove forme di partecipazione. Queste realtà si distinguono per l’uso dinamico dei social media e per la capacità di creare reti, ma lamentano la scarsità di risorse e di spazi decisionali.

Il tema trasversale emerso nel corso della giornata è stato quello della comunicazione, considerata elemento chiave per collegare generazioni diverse e rafforzare il legame tra comunità e istituzioni. In chiusura, l’InterCom.It.Es. ha ribadito l’obiettivo di elaborare un documento condiviso da presentare alle sedi istituzionali.

La giornata si è conclusa con un messaggio unitario: rafforzare la rappresentanza italiana all’estero significa investire su coesione, giovani e collaborazione tra tutti gli attori del sistema. Solo così sarà possibile affrontare le sfide future con una comunità più forte, inclusiva e capace di guardare avanti con rinnovata fiducia.  

Il confronto di Adelaide conferma la centralità del dialogo tra istituzioni e comunità italiane in Australia. Le sfide emerse richiedono una visione condivisa e interventi concreti, capaci di rafforzare rappresentanza, servizi e identità culturale, rendendo il sistema più efficace, moderno e vicino ai bisogni delle nuove generazioni nel lungo periodo e sostenibile nel tempo, con maggiore partecipazione attiva e coinvolgimento delle comunità locali.