L’Australia torna ufficialmente in America’s Cup e lo fa con ambizioni tutt’altro che simboliche. Dopo oltre venticinque anni di assenza, il Royal Prince Edward Yacht Club di Sydney ha visto accettata la propria sfida per la Louis Vuitton 38ª America’s Cup di Napoli 2027. Dietro il progetto c’è il nuovo Team Australia, una campagna che punta a riportare la bandiera australiana ai vertici della vela mondiale.
La notizia arriva mentre la vela australiana domina la SailGP con i Bonds Flying Roos guidati da Tom Slingsby, leader del campionato davanti a Spagna e Gran Bretagna. Un segnale chiaro: l’Australia non vuole più limitarsi a fornire talenti ai team stranieri, ma intende tornare protagonista con una propria identità nazionale.
Il ritorno di una leggenda della vela
L’Australia non è un Paese qualsiasi nella storia dell’America’s Cup. Nel 1983, con la leggendaria Australia II guidata da Alan Bond e John Bertrand, gli australiani interruppero il dominio del New York Yacht Club che durava da 132 anni, scrivendo una delle pagine più iconiche dello sport mondiale.
Da allora, tanti velisti e progettisti australiani hanno continuato a vincere con team internazionali, ma un vero progetto nazionale era scomparso dalla scena.
John Winning e il progetto che cambia la vela australiana
A finanziare il ritorno è la famiglia Winning, simbolo dell’imprenditoria australiana e già molto presente nel mondo della vela. John Winning Jr., CEO del Winning Group e di Appliances Online, è uno dei motori dell’operazione. Lo stesso Winning ha recentemente conquistato la Sydney-Hobart con la maxi Andoo Comanche.
Ma il progetto non è soltanto economico. Team Australia nasce con l’obiettivo di creare una struttura stabile, moderna e competitiva, capace di raccogliere competenze tecniche sparse negli anni tra Nuova Zelanda, Stati Uniti e Svizzera.
Slingsby guida la sfida australiana
Il volto sportivo del progetto sarà Tom Slingsby, campione olimpico e figura dominante della SailGP contemporanea. Slingsby sarà Head of Sailing della campagna australiana e rappresenta il simbolo di una nuova generazione di velisti aussie che vuole riportare il Paese ai vertici assoluti della Coppa America.
Accanto a lui ci sarà Glenn Ashby, tre volte vincitore dell’America’s Cup, nominato responsabile dell’area Performance & Design. Una scelta che conferma come il team non voglia essere una semplice comparsa a Napoli 2027, ma un challenger credibile e strutturato.
Napoli 2027, una Coppa sempre più globale
Il ritorno australiano rappresenta una grande notizia anche per gli organizzatori italiani. Solo pochi mesi fa si temeva che la Coppa di Napoli potesse avere pochi partecipanti. Oggi invece la flotta continua ad allargarsi e Team Australia diventa uno dei challenger più attesi.
L’edizione 2027 sarà inoltre profondamente diversa dal passato. I nuovi AC75 prevedranno equipaggi misti con almeno una donna a bordo e sistemi sempre più avanzati dal punto di vista tecnologico ed energetico. Tra i nomi coinvolti nel progetto australiano compare anche Tash Bryant, indicata come una delle figure femminili centrali del team.
Red Bull Italy rincorre in SailGP
Nel frattempo, la SailGP continua a mostrare la distanza tra gli australiani e gli altri team. A Bermuda, Red Bull Italy ha chiuso soltanto al settimo posto tra problemi tecnici e difficoltà idrauliche. Il driver Phil Robertson ha ammesso che serviranno miglioramenti importanti per restare competitivi nella corsa al podio.
La classifica vede ora Bonds Flying Roos saldamente in testa con 45 punti davanti agli inglesi di Emirates GBR e agli spagnoli di Los Gallos. Gli italiani restano ottavi e già lontani dalla vetta.
Un ritorno che cambia gli equilibri
L’Australia torna dunque in America’s Cup non per nostalgia, ma per costruire una nuova potenza sportiva e industriale della vela moderna. La sfida di Napoli 2027 si arricchisce così di una squadra dal peso storico enorme e con risorse economiche, tecniche e sportive che potrebbero cambiare gli equilibri della competizione.
Per la vela australiana è qualcosa di più di una semplice iscrizione: è il tentativo di tornare a essere protagonista dove, quarant’anni fa, cambiò per sempre la storia dello sport.
