Secondo gruppo di famiglie australiane legate all’ISIS lascia il campo in Siria per rientrare in Australia

Un secondo gruppo di donne e bambini australiani collegati allo Stato Islamico avrebbe lasciato il campo profughi di al-Roj, nel nord-est della Siria, per fare ritorno in Australia. La notizia è stata riportata dalla ABC News Australia che ha riferito di aver visto partire durante la notte autobus diretti verso Damasco per organizzare i voli di rientro.

L’operazione rappresenta un nuovo capitolo estremamente delicato nella gestione da parte del governo australiano dei cittadini rimasti bloccati nei campi siriani dopo la caduta del cosiddetto califfato dell’ISIS.

Il rientro arriva poche settimane dopo il trasferimento in Australia di quattro donne e nove bambini che avevano trascorso anni nei campi controllati dalle forze curde nel nord-est della Siria.

All’arrivo in Australia tre delle donne erano state immediatamente arrestate e accusate separatamente di reati molto gravi tra cui appartenenza a organizzazione terroristica e crimini contro l’umanità.

La questione continua a dividere profondamente politica, opinione pubblica e apparati di sicurezza australiani.

Da una parte il governo e le agenzie di intelligence sostengono che riportare in patria cittadini australiani permetta di monitorarli, processarli e gestire eventuali rischi di sicurezza direttamente sotto il controllo delle autorità australiane.

Dall’altra cresce il timore che alcune persone rientrate possano ancora rappresentare un rischio ideologico o operativo dopo anni trascorsi in ambienti radicalizzati legati allo Stato Islamico.

Accanto alla questione della sicurezza rimane però anche il dramma umanitario.

Molti dei bambini presenti nei campi di al-Roj e al-Hol sono nati durante il conflitto oppure vi sono arrivati in età molto giovane. Organizzazioni internazionali e gruppi per i diritti umani denunciano da anni condizioni di vita estremamente dure, mancanza di cure mediche, scarsità di istruzione e alto rischio di radicalizzazione.

Secondo quanto riportato dalla ABC, già a febbraio un primo tentativo di evacuare un gruppo più numeroso di 34 donne e bambini australiani era fallito dopo che il convoglio era stato fermato circa 50 chilometri fuori dal campo.

La nuova partenza lascia intendere che nelle ultime settimane siano proseguite trattative riservate tra governo australiano, autorità curde e intermediari regionali per organizzare il trasferimento.

L’Australia negli ultimi anni è stata più volte sollecitata dalla comunità internazionale a rimpatriare soprattutto i minori detenuti nei campi siriani, evitando una detenzione indefinita senza processo e senza prospettive future.

Il governo federale australiano non ha ancora confermato ufficialmente il numero esatto né l’identità delle persone coinvolte nell’ultima operazione.

Fonte: ABC News Australia