L’attacco italiano alla Grecia e la sconfitta tedesca in Russia

e la sconfitta tedesca in Russia Clue” (La strategia di Hitler 1940- 1941: l'indizio balcanico), che ha avuto una notevole influenza nel consolidare la tesi degli storici secondo cui non vi fu alcun ritar do significativo nell'inizio dell'o perazione “Barbarossa” a causa delle campagne balcaniche e in Gracia. Nel corso delle ricerche per questo libro, van Creveld ha seguito meticolosamente la pre parazione e il posizionamento delle forze militari tedesche nel periodo precedente all'invasione dell'URSS e ha scoperto che il programma di riequipaggiamen to e addestramento delle forze non avrebbe permesso loro di essere pronte per l'offensiva mol to prima della data effettiva di inizio, indipendentemente dalle campagne balcaniche e dall’aiu to da offrire all’alleato italiano in Grecia. Egli dimostra che le unità ritirate dalle campagne balcaniche erano in realtà già in posizione e pronte per l'inizio delle operazioni anche prima della scadenza originaria del 16 maggio 1941. Molte delle forze impiegate nei Balcani erano de stinate alla riserva e quindi non era nemmeno necessario che fos sero in posizione.

La vera causa del ritardo, se condo van Creveld, fu la carenza di equipaggiamento per le di visioni chiave, in particolare le forze motorizzate e panzer che dovevano utilizzare l'equipag giamento francese catturato. Egli conclude che questo problema da solo avrebbe impedito l'inizio delle operazioni nell'Est prima della fine di giugno 1941 e che non aveva nulla a che vedere con l’Italia, la Jugoslavia o con le con dizioni meteorologiche.

Il piano per l'operazione “Bar barossa” prevedeva che il Gruppo d'armate Sud attaccasse l'URSS lungo due assi principali: dalla Romania, con il 1° Panzergruppe e la 12ª Armata a supporto, for mando una tenaglia con un at tacco della 6ª Armata e della 17ª Armata dalla Polonia. L'attacco su un unico asse del Gruppo d'ar mate Sud dalla Polonia fu osta colato e ritardato dal terreno e dalla tenace resistenza sovietica, il che portò il Gruppo d'armate Sud a rimanere indietro mentre l'esercito tedesco avanzava, espo nendo il fianco destro del Gruppo d'armate Centro. Fu proprio que sto fianco meridionale esposto a preoccupare Hitler al punto da dirottare il 2° Panzergruppe di Guderian verso Kiev dal Gruppo d'armate Centro durante il mese critico di settembre, quando le forze tedesche avrebbero dovuto riposarsi, rifornirsi e poi raffor zare la loro logistica per la fase finale della campagna.

Cosa fermò l'avanzata tede sca? In primis fu la tenace dife sa dell'Armata Rossa. Quando i tedeschi sfondarono le porte, la casa non crollò come s’aspetta vano.

Tra gli altri fattori, ci fu la ra sputiza, ovvero la stagione fango sa. In realtà non si tratta di una sola stagione, ma di due: quella delle piogge autunnali, quando le strade diventano impraticabili, che ostacolarono notevolmente l'avanzata tedesca. E poi il disge lo primaverile, quando le strade si fanno altrettanto impratica bili. Fu questo che rese impossi bile un'avanzata tedesca molto più veloce, anche se fossero par titi due settimane prima, non avrebbero fatto alcuna differenza nell'esito dell'operazione Barba rossa.

Bisogna anche considerare le enormi perdite dell'esercito tede sco. Fecero milioni di prigionieri di guerra e distrussero montagne di equipaggiamento militare ma non fu una passeggiata anche per loro. Anche le perdite tedesche sono state terribili. L'URSS subì perdite terribili ma costrinse i tedeschi a combattere per ogni metro di suolo russo.

Se l'operazione Barbarossa fosse iniziata prima, i risultati sarebbero stati simili: enormi perdite per l'Armata Rossa e perdite altrettanto gravi per l'e sercito tedesco. I piani originali prevedevano la distruzione del la parte principale dell'Armata Rossa in poche settimane estive in battaglie di accerchiamento, per poi procedere praticamente senza opposizione in profondità nell'Unione Sovietica (linea Ar khangelsk-Astrakhan). All'inizio sembrava che il piano funzio nasse. Il generale Halder, capo di stato maggiore dell'OKH, scrisse nel suo diario il 3 luglio 1941 che la guerra era già vinta.

Poi, a luglio, ebbero un gran numero di perdite e lo stesso ac cadde ad agosto che fu il mese più sanguinoso per la Wehrmacht fino a quel momento. Si discusse molto sulla direttiva n. 33 di Hit ler che privò il Gruppo d'armate Centro dei suoi due gruppi Pan zer. Ma in realtà fu una decisione forzata. Già a metà luglio del 1941 la Germania non era in grado di sostenere l'attacco su tutti e tre gli assi di avanzata (nord, centro, sud).

Nonostante le pesanti perdite subite, sia nel nord che nel sud i sovietici continuavano a control lare rispettivamente Leningrado e Kiev.

Al centro si stava sviluppando l'enorme battaglia di Smolensk e Hitler non voleva ripetere l'er rore di Napoleone di marciare su Mosca, lasciando Kiev e San Pie troburgo nelle mani del nemico; quindi, optò per una strategia che prevedeva di risolvere prima la situazione ai fianchi (oltre a ottenere le risorse economiche dell'Ucraina) prima di marciare su Mosca.

Nonostante ciò, i tedeschi non riuscirono a conquistare Lenin grado. L'assedio iniziò l'8 settem bre, quando il tempo era ancora buono, ma i tedeschi non riusci rono a conquistare la città.

Nel sud ebbero più successo e conquistarono Kiev e, più tar di in autunno, Kharkov, ma non riuscirono a conquistare l'intera Crimea. Considerando l'effettivo andamento della guerra, non c'è dubbio che i tedeschi avrebbero dovuto affrontare il fango e la neve ad un certo punto, indipen dentemente dalla data di inizio dell'invasione.

Se avessero iniziato prima, probabilmente si sarebbero la mentati di essere stati fermati dal fango all'inizio e dal fango alla fine. La realtà che Hitler non poteva accettare o ammettere era che l’URSS era troppo forte e troppo vasta per essere battuta dalla Germania. Infatti, ammise con Mannerheim che se avesse saputo quanti carri armati pos sedevano, oltre il raggio dei bom bardieri tedeschi, non li avrebbe mai attaccati.

Hitler ammise che la macchi na da guerra tedesca funzionava meglio con il bel tempo. Quindi, studiando le sue parole possia mo vedere che Hitler era molto bravo a trovare scuse, ma gli sto rici cosa dicono?

Lo storico Martin van Creveld scrisse un libro proprio su que sto argomento nel 1973, “Hitler's Strategy 1940-1941: The Balkan

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