Australia, crollano le nascite: casa, costo della vita e incertezza spingono una generazione a rinunciare ai figli

Quasi un giovane su quattro non vuole diventare genitore. Il tasso di fertilità è ai minimi storici e il Paese si interroga sul proprio futuro demografico

L’Australia sta vivendo una trasformazione sociale profonda e silenziosa. Sempre meno bambini nascono ogni anno e sempre più giovani dichiarano di non voler avere figli. Dietro questa scelta non ci sono soltanto cambiamenti culturali, ma soprattutto fattori economici che stanno modificando il volto della società australiana.

Secondo un sondaggio esclusivo realizzato da Resolve Political Monitor, quasi una donna su quattro tra i 18 e i 45 anni afferma di non voler avere figli. Una percentuale simile emerge anche tra gli uomini della stessa fascia d’età.

Il dato arriva mentre il tasso di fertilità australiano ha raggiunto il livello più basso della storia moderna. Nel 2024 il numero medio di figli per donna è sceso a 1,48, ben al di sotto della soglia di sostituzione generazionale fissata a 2,1 figli per donna.

Per comprendere la portata del fenomeno basta guardare al passato. Nel 2008 il tasso di fertilità australiano aveva raggiunto quota 2,02. In appena sedici anni il calo è stato del 25%.

Una generazione che rinuncia

Dietro le statistiche ci sono storie concrete.

Elise Tobin, 41 anni, vive a Melbourne con il compagno e la figlia Hazel di quattro anni. La coppia ha scelto di fermarsi a un solo figlio.

La motivazione principale non è la mancanza di desiderio di allargare la famiglia, ma la realtà economica.

La famiglia vive in un appartamento con due camere da letto e per avere un secondo figlio sarebbe necessario trasferirsi in una casa più grande.

Una scelta che comporterebbe un mutuo più pesante, maggiori ore di lavoro e meno tempo da dedicare alla figlia.

Una situazione che migliaia di famiglie australiane conoscono bene.

La casa è diventata il problema principale

L’accesso alla casa rappresenta oggi uno dei maggiori ostacoli alla crescita demografica australiana.

Secondo l’economista urbano Terry Rawnsley di KPMG, l’aumento dei prezzi immobiliari e la diffusione della vita in appartamento stanno influenzando direttamente le decisioni familiari.

Molte giovani coppie riescono ad acquistare o affittare soltanto appartamenti con due camere da letto. In queste condizioni avere un figlio appare sostenibile, mentre pensare a una famiglia numerosa diventa quasi impossibile.

In città come Sydney e Melbourne il prezzo medio delle abitazioni ha raggiunto livelli che pochi anni fa sarebbero stati impensabili.

Per molti giovani australiani il sogno della casa di proprietà viene rinviato o abbandonato. E insieme alla casa viene spesso rinviata anche la decisione di avere figli.

Il costo dei figli spaventa più di tutto

Lo studio evidenzia che il principale motivo di preoccupazione per chi valuta la genitorialità è il costo economico.

Tra coloro che hanno scelto di avere un solo figlio:

  • il 53% cita il costo dell’educazione e della crescita dei figli;
  • il 52% ritiene che un figlio sia sufficiente;
  • il 40% preferisce concentrare risorse e attenzione su un unico bambino.

Tra chi invece ha deciso di non avere figli, il 42% indica direttamente il costo della genitorialità come fattore determinante.

La ricercatrice dell’Università di Melbourne, la dottoressa Inga Lass, sottolinea come negli ultimi vent’anni le preoccupazioni economiche siano diventate progressivamente il fattore più importante nelle decisioni sulla maternità e sulla paternità.

Libertà, carriera e nuove priorità

Accanto alle motivazioni economiche emergono anche cambiamenti culturali.

Tra coloro che non intendono avere figli:

  • il 44% dichiara di voler preservare la propria libertà personale;
  • il 42% preferisce dedicarsi ad animali domestici;
  • molti citano le preoccupazioni per il cambiamento climatico e l’incertezza del futuro.

Altri esprimono il timore di trasmettere problemi fisici o psicologici ai propri figli.

Si tratta di una trasformazione significativa rispetto alle generazioni precedenti, quando la costruzione di una famiglia era considerata una tappa quasi obbligata della vita adulta.

La scomparsa delle famiglie numerose

Uno degli aspetti più interessanti dello studio riguarda il declino delle famiglie con tre o più figli.

Tra gli australiani tra i 18 e i 45 anni soltanto il 9% dichiara di avere tre figli o più.

Secondo la professoressa Edith Gray dell’Australian National University, il vero cambiamento non è tanto l’aumento delle persone senza figli quanto la drastica riduzione delle famiglie numerose.

Le famiglie con uno o due figli stanno diventando la nuova normalità.

I figli unici sono sempre più diffusi e il cosiddetto “middle child”, il figlio di mezzo, rischia quasi di diventare una rarità statistica.

Un problema per l’economia australiana

Il calo delle nascite non è soltanto una questione privata.

Meno bambini oggi significa meno lavoratori domani.

Significa una popolazione sempre più anziana, una forza lavoro ridotta e una pressione crescente sul sistema pensionistico e sanitario.

Per anni l’Australia ha compensato il calo delle nascite attraverso l’immigrazione, ma molti esperti ritengono che questa strategia da sola non potrà risolvere il problema nel lungo periodo.

La sfida del futuro

L’Australia non è un caso isolato. Molti Paesi sviluppati stanno affrontando una crisi demografica simile.

Corea del Sud, Giappone, Italia e numerose nazioni europee registrano tassi di natalità ancora più bassi.

Tuttavia il caso australiano colpisce perché arriva in un Paese storicamente giovane, dinamico e considerato per decenni una terra di opportunità.

Oggi quella promessa sembra meno certa.

Il sondaggio racconta una realtà difficile da ignorare: una generazione che non rinuncia ai figli per egoismo o disinteresse, ma perché percepisce il costo della genitorialità come sempre più incompatibile con il proprio progetto di vita.

La domanda che il Paese dovrà affrontare nei prossimi anni è semplice ma cruciale: come convincere i giovani a costruire una famiglia se la casa, la sicurezza economica e il futuro stesso appaiono sempre più fuori portata?