Garlasco, Stasi rompe il silenzio: «Non conoscevo Andrea Sempio». Il tema dello scontrino torna al centro del dibattito

di Emanuele Esposito

«Qualunque domanda vuole farmi può farla tranquillamente».

Comincia con queste parole l’interrogatorio di Alberto Stasi del 20 maggio 2025 davanti al Procuratore Fabio Napoleone, alcuni estratti del quale sono stati trasmessi in esclusiva da Quarta Repubblica.

Le immagini mostrano uno Stasi calmo, disponibile e sicuro nelle risposte. Un atteggiamento che non è passato inosservato e che ha immediatamente riacceso il dibattito attorno al caso Garlasco, tornato al centro dell’attenzione mediatica dopo gli ultimi sviluppi investigativi.

Nel corso dell’interrogatorio emerge uno dei temi più discussi degli ultimi mesi: la nuova analisi dell’impronta classificata come numero 33.

«Siamo riusciti a ricostruire questa impronta e le risultanze sono che ci sono quindici corrispondenze al palmo di Andrea Sempio», afferma il procuratore.

La replica di Stasi è immediata.

«Se l’avessimo avuta nel 2007…».

Una frase breve, pronunciata quasi con amarezza, che riporta inevitabilmente l’attenzione sulle prime fasi dell’inchiesta e su ciò che sarebbe potuto accadere se alcuni elementi oggi oggetto di approfondimento fossero stati disponibili fin dall’inizio.

«Non sapevo nemmeno chi fosse Andrea Sempio»

Uno dei passaggi più significativi riguarda proprio Andrea Sempio.

Alla domanda se avesse mai maturato sospetti nei suoi confronti, Stasi risponde senza esitazioni.

«Prima di leggere le carte della PM Muscio non conoscevo questa persona di nome Andrea Sempio».

Una dichiarazione che conferma quanto già sostenuto negli ultimi anni e che viene accompagnata da una riflessione su uno degli aspetti più discussi dell’intera vicenda.

Il nodo dello scontrino

Nelle dichiarazioni trasmesse da Quarta Repubblica, Stasi si sofferma anche sulla vicenda dello scontrino del parcheggio, uno degli elementi che negli anni ha alimentato discussioni e interpretazioni differenti.

Secondo quanto raccontato durante l’interrogatorio, proprio quel documento attirò la sua attenzione quando ebbe modo di leggere gli atti dell’indagine.

«Mi aveva sorpreso il fatto dello scontrino. Io personalmente non conservo uno scontrino per anni e lo esibisco al bisogno», afferma Stasi.

Una considerazione personale che non rappresenta una prova né un elemento accusatorio, ma che evidenzia come alcuni dettagli della vicenda continuino ancora oggi a suscitare interrogativi.

«Non l’avevo mai incontrato»

Un altro passaggio significativo riguarda il rapporto tra Alberto Stasi e Andrea Sempio.

Interrogato sulla possibilità di averlo conosciuto o incontrato in passato, Stasi risponde in modo netto.

«No».

L’ex studente della Bocconi spiega di non aver mai avuto contatti con lui prima che il suo nome emergesse nel corso delle ricostruzioni investigative e delle successive riletture del caso.

Una dichiarazione che contribuisce ad alimentare ulteriormente il confronto mediatico e giudiziario attorno a una vicenda che continua a dividere l’opinione pubblica italiana.

Le telefonate e i presunti tentativi di contatto

L’interrogatorio affronta poi il tema delle telefonate effettuate nei giorni successivi al 4 agosto e l’ipotesi che potessero rappresentare un tentativo di contatto con Chiara Poggi.

Il procuratore chiede a Stasi se la fidanzata gli avesse mai parlato di episodi simili.

«No, non me lo ha riferito».

Stasi spiega però che Chiara era solita raccontargli situazioni che la riguardavano.

«Ricordo di un collega che era carino con lei e lei diceva: “Ci prova con me”. Ma non erano veri tentativi di approccio. Lo diceva con leggerezza. Il senso era che faceva il piacione».

Quando gli viene chiesto se Chiara gli avesse mai parlato delle telefonate attribuite ad Andrea Sempio, la risposta è ancora una volta negativa.

«No».

E alla domanda se gli avesse mai parlato dello stesso Sempio, replica con altrettanta decisione:

«No».

Gli ultimi momenti insieme

Un altro passaggio riguarda le ore precedenti all’omicidio.

Stasi ricostruisce la serata trascorsa con Chiara Poggi, ricordando di aver mangiato una pizza insieme a lei e di aver bevuto una birra.

«Sono andato in bagno sotto per lavarmi le mani».

Alla domanda se anche Chiara fosse andata in bagno, risponde:

«Non lo ricordo, ma è molto probabile dato che avevamo mangiato la pizza e le mani si ungono».

Dettagli apparentemente ordinari che gli investigatori hanno comunque ritenuto utile approfondire nell’ambito della ricostruzione complessiva degli eventi.

Colpisce la tranquillità di Stasi

Al di là dei contenuti, ciò che emerge con forza dalle immagini trasmesse da Quarta Repubblica è il comportamento di Alberto Stasi.

L’uomo che per anni è stato al centro di uno dei casi di cronaca più discussi d’Italia appare composto, lucido e mai esitante nelle risposte.

Una tranquillità che ha colpito molti osservatori e che inevitabilmente alimenta nuove discussioni in una vicenda che continua a dividere opinione pubblica, esperti e addetti ai lavori.

Il caso Garlasco resta infatti uno dei più controversi della storia giudiziaria italiana. Ogni nuovo documento, ogni testimonianza e ogni passaggio investigativo riportato alla luce continua ad alimentare interrogativi, analisi e confronti.

E anche questo ultimo video trasmesso da Quarta Repubblica conferma come la ricerca della verità continui ancora oggi ad appassionare e dividere il Paese.