ROMAGNOLI: “GLI ITALIANI IN SPAGNA SONO UNA RISORSA STRATEGICA PER IL MADE IN ITALY”

MADRID – Gli italiani residenti all’estero non devono essere considerati soltanto destinatari di servizi consolari, ma una componente strategica della crescita economica e culturale dell’Italia nel mondo. È questo il messaggio centrale lanciato da Massimo Romagnoli, presidente della V Commissione del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE), durante la riunione continentale del CGIE svoltasi a Madrid.

Nel suo intervento, dedicato alla promozione del Sistema Italia e del Made in Italy, Romagnoli ha sottolineato il ruolo fondamentale svolto dalla comunità italiana residente in Spagna, invitando istituzioni e imprese a considerare gli italiani all’estero come una vera e propria rete strategica al servizio dell’internazionalizzazione del Paese.

“Il Sistema Italia in Spagna non parte da zero”, ha affermato Romagnoli. “Esiste già una rete composta da Ambasciata, Consolati, ICE, Camere di Commercio, associazioni, imprenditori e professionisti che ogni giorno contribuiscono a rafforzare la presenza italiana.”

UNA COMUNITÀ CHE CREA VALORE

Secondo il presidente della V Commissione CGIE, i circa 180.000 italiani iscritti all’AIRE in Spagna rappresentano una risorsa di enorme valore non soltanto dal punto di vista numerico, ma anche economico, culturale e relazionale.

“Ogni italiano residente in Spagna è un ambasciatore del Made in Italy”, ha spiegato. “Quando sceglie un prodotto italiano, promuove un ristorante autentico, consiglia un vino o sostiene un marchio italiano contribuisce a rafforzare l’immagine e la credibilità del nostro Paese.”

Romagnoli ha evidenziato come il Made in Italy non si difenda soltanto nelle fiere internazionali o attraverso gli accordi commerciali, ma anche nella vita quotidiana delle comunità italiane presenti all’estero.

LA SFIDA CONTRO L’ITALIAN SOUNDING

Un passaggio importante del suo intervento ha riguardato il fenomeno dell’Italian sounding, ovvero la commercializzazione di prodotti che richiamano l’Italia attraverso nomi, simboli e immagini senza avere alcun legame reale con il nostro Paese.

“Non si tratta solo di un danno economico”, ha affermato. “È un danno identitario che colpisce la storia, la qualità e il lavoro delle imprese italiane.”

Per questo motivo Romagnoli ha proposto una maggiore collaborazione tra istituzioni, imprese e comunità italiane all’estero per promuovere e difendere il vero Made in Italy.

UNA NUOVA VISIONE DEGLI ITALIANI ALL’ESTERO

Uno dei punti centrali della relazione è stato il superamento della tradizionale visione degli italiani all’estero come semplici utenti dei servizi consolari.

“Dobbiamo smettere di considerarli soltanto elettori o destinatari di pratiche amministrative”, ha dichiarato. “Gli italiani nel mondo sono una rete strategica che può generare fiducia, relazioni, consumi e nuove opportunità economiche per l’Italia.”

Secondo Romagnoli, il contributo della comunità italiana può diventare decisivo per accompagnare le piccole e medie imprese italiane nei processi di internazionalizzazione e per rafforzare la presenza del Made in Italy nei mercati esteri.

CINQUE PROPOSTE PER IL FUTURO

Nel corso del suo intervento il presidente della V Commissione CGIE ha avanzato cinque proposte operative:

  • Mappare in modo più dettagliato la presenza italiana in Spagna dal punto di vista professionale, imprenditoriale e associativo.
  • Coinvolgere maggiormente gli italiani residenti nelle campagne di promozione del vero Made in Italy.
  • Creare occasioni periodiche di incontro tra imprese, istituzioni e comunità italiane.
  • Valorizzare il ruolo della componente italo-argentina presente in Spagna.
  • Promuovere una nuova narrazione degli italiani all’estero come produttori di valore e non soltanto come destinatari di servizi.

LA SPAGNA COME LABORATORIO DEL SISTEMA ITALIA

Romagnoli ha infine indicato la Spagna come possibile modello europeo di collaborazione tra istituzioni, imprese e comunità italiane.

“La Spagna può diventare un laboratorio di questa nuova visione”, ha spiegato. “Un modello nel quale gli italiani all’estero siano riconosciuti come parte integrante della forza nazionale.”

Nel suo intervento ha inoltre ricordato il ruolo centrale del commercio estero per l’economia italiana e l’importanza di rafforzare la presenza del Made in Italy in un mercato strategico come quello spagnolo.

Il messaggio conclusivo è stato chiaro: gli italiani all’estero non chiedono soltanto maggiore attenzione, ma offrono all’Italia una rete già esistente, radicata e pronta a contribuire alla crescita economica, culturale e internazionale del Paese.

Una visione che punta a trasformare la diaspora italiana da semplice comunità residente a protagonista attiva del Sistema Italia nel mondo.