Il senatore eletto nella Circoscrizione Estero Francesco Giacobbe è intervenuto all’Assemblea dell’INCE (Iniziativa Centro Europea), dedicata al tema della rigenerazione del patrimonio industriale e archeologico, portando all’attenzione dei partecipanti alcune delle più significative esperienze italiane nel recupero e nella valorizzazione di siti produttivi storici.
Nel suo intervento, Giacobbe ha scelto di partire dalla Sicilia, sua terra d’origine, illustrando una serie di progetti che rappresentano esempi concreti di come luoghi un tempo destinati all’abbandono possano trasformarsi in opportunità di sviluppo culturale, sociale ed economico.
Tra i casi citati figurano il Parco Minerario Floristella-Grottacalda di Enna, i Silos del Porto di Catania trasformati in opere di arte urbana, il Museo d’Arte Contemporanea SottoSale realizzato nelle miniere di salgemma vicino Palermo e l’ex Stabilimento Florio di Favignana, oggi diventato un importante museo dedicato alla memoria del lavoro e della tradizione marinara siciliana.
Secondo Giacobbe, queste esperienze dimostrano come il recupero del patrimonio industriale non debba essere considerato un costo, ma un investimento strategico per il futuro delle comunità.
“Investire nella rigenerazione significa restituire spazi alle comunità, preservare la memoria del lavoro, valorizzare il patrimonio culturale e creare nuove opportunità di sviluppo sociale, culturale e turistico”, ha affermato.
Il senatore ha sottolineato come negli ultimi decenni sia cresciuta a livello internazionale la consapevolezza del valore dell’archeologia industriale, tanto da ottenere importanti riconoscimenti anche da parte dell’UNESCO.
Per Giacobbe la sfida odierna consiste nel dare a questi luoghi una nuova funzione all’interno delle politiche di sviluppo territoriale, rafforzando l’identità delle comunità locali e favorendo la coesione sociale.
Un passaggio significativo dell’intervento è stato dedicato al ruolo delle istituzioni e dell’innovazione tecnologica. Giacobbe ha evidenziato la necessità di una maggiore collaborazione tra enti pubblici, amministrazioni locali e settore privato, accompagnata da processi di semplificazione amministrativa e dall’utilizzo delle nuove tecnologie.
“Inclusa l’intelligenza artificiale, che può contribuire a mappare e valorizzare il patrimonio esistente”, ha spiegato.
Il parlamentare ha inoltre richiamato l’importanza della formazione e della ricerca per creare nuove professionalità specializzate nella tutela, nel recupero e nella gestione del patrimonio industriale.
Secondo Giacobbe, il futuro di questi progetti passa anche attraverso la cooperazione internazionale. Per questo ha indicato nell’INCE uno strumento prezioso per favorire lo scambio di esperienze tra i Paesi europei e dell’area centro-orientale, promuovendo modelli condivisi di sviluppo sostenibile.
“Credo che la cooperazione tra i Paesi europei e dell’area INCE possa rappresentare uno strumento fondamentale per condividere esperienze, costruire reti di collaborazione e promuovere uno sviluppo sostenibile fondato sulla memoria, sulla cultura e sull’innovazione”, ha dichiarato.
In conclusione, Giacobbe ha ringraziato il presidente dell’INCE Salvatore Caiata, Tomasz Glogowski e il Comitato Cultura per aver promosso un confronto che ha definito “attuale e necessario”, ribadendo l’importanza di continuare a lavorare affinché il patrimonio del passato possa diventare una risorsa concreta per il futuro delle comunità.
L’intervento si inserisce nel più ampio dibattito europeo sulla rigenerazione urbana e sulla valorizzazione dei siti industriali dismessi, temi sempre più centrali nelle strategie di sviluppo sostenibile e di tutela dell’identità culturale dei territori.
