LAGO DI VICO, PROSEGUONO LE RICERCHE DI LUIGI CAVALLARI: MELONI CONDANNA L’ODIO SOCIAL CONTRO ROCCELLA

Il marito della ministra è disperso da sabato pomeriggio dopo essersi tuffato nelle acque del lago. In campo sommozzatori, elicotteri, ecoscandagli e droni subacquei. La premier: «Colpire una famiglia in un momento così drammatico è miseria morale»

di Emanuele Esposito

Proseguono senza interruzione le ricerche di Luigi Cavallari, marito della ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità Eugenia Roccella, disperso nelle acque del lago di Vico, in provincia di Viterbo.

Dell’uomo, 84 anni, non si hanno più notizie dal pomeriggio di sabato 27 giugno, quando si è tuffato da una piccola imbarcazione sulla quale si trovava insieme alla moglie.

Secondo la prima ricostruzione, Cavallari sarebbe riemerso per alcuni istanti, comunicando di non sentirsi bene. La barca, che non era ancorata, si sarebbe però allontanata e chi si trovava a bordo non sarebbe riuscito a raggiungerlo in tempo.

È stata la stessa ministra Roccella a lanciare immediatamente l’allarme, attivando la macchina dei soccorsi.

Da quel momento vigili del fuoco, carabinieri, sommozzatori e personale sanitario stanno perlustrando senza sosta la zona nella quale l’uomo è stato visto per l’ultima volta.

RICERCHE DIFFICILI PER LA SCARSA VISIBILITÀ

Le operazioni risultano particolarmente complesse a causa delle caratteristiche del lago e della visibilità estremamente limitata sotto la superficie.

Il vicario del prefetto di Viterbo, Andrea Nino Caputo, ha spiegato che la visibilità è già ridotta a livello dell’acqua e diventa quasi nulla man mano che aumenta la profondità.

I soccorritori stanno procedendo attraverso ricerche visive e strumentali.

Sono stati utilizzati ecoscandagli, sonde filoguidate dotate di telecamere e Rov, veicoli subacquei controllati a distanza capaci di esplorare e mappare i fondali.

Le acque del lago sono state suddivise in settori, affidati alle diverse squadre operative.

Alle prime luci del giorno sono riprese anche le ricognizioni dall’alto con gli elicotteri, mentre le imbarcazioni continuano a scandagliare l’area interessata.

Sul posto sono giunti nuclei specializzati dei vigili del fuoco provenienti da Roma, Napoli e Firenze.

È previsto anche l’impiego di un drone subacqueo dotato di tecnologie più avanzate, capace di effettuare verifiche approfondite in condizioni nelle quali l’immersione diretta dei sommozzatori diventa particolarmente difficile.

L’IPOTESI DI UN MALORE

Gli investigatori stanno cercando di ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto.

L’ipotesi principale è quella di un malore improvviso subito dopo il tuffo.

Cavallari sarebbe riuscito a riemergere brevemente e a comunicare il proprio disagio, prima di scomparire nuovamente sott’acqua.

I carabinieri della compagnia di Ronciglione hanno raccolto testimonianze ed effettuato accertamenti sulla piccola imbarcazione utilizzata dalla coppia.

L’incidente sarebbe avvenuto a poca distanza dalla riva, davanti a numerosi bagnanti e ai clienti di alcuni locali affacciati sul lago.

Nonostante la presenza di altre persone, la rapidità con cui si sarebbe verificato il possibile malore non avrebbe consentito un intervento immediato.

La ministra è stata successivamente accompagnata nella casa di famiglia in provincia di Viterbo, mentre le ricerche sono proseguite per tutta la notte.

UN LAGO DALLE ACQUE INSIDIOSE

Il lago di Vico è un bacino di origine vulcanica circondato dai monti Cimini.

La sua superficie può apparire tranquilla, ma le condizioni sott’acqua sono molto diverse.

Il fondale presenta zone profonde, vegetazione, fango e bruschi cambiamenti della temperatura dell’acqua.

Queste caratteristiche possono rendere difficili sia il nuoto sia le attività di ricerca.

Negli ultimi anni il lago è stato teatro di altri incidenti e annegamenti.

La differenza termica tra la superficie riscaldata dal sole e gli strati inferiori può provocare uno shock improvviso, soprattutto nelle persone anziane o con problemi di salute.

Al momento, tuttavia, soltanto gli accertamenti potranno chiarire cosa sia realmente accaduto a Luigi Cavallari.

CHI È LUIGI CAVALLARI

Luigi Cavallari è un ingegnere e docente universitario conosciuto soprattutto nel mondo accademico abruzzese.

Ha insegnato Tecnologia dell’architettura all’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara, ricoprendo diversi incarichi di responsabilità.

Nel corso della propria carriera ha diretto il Dipartimento di Tecnologie dell’ambiente costruito e guidato il corso di laurea in Ingegneria delle costruzioni.

Figura molto riservata e lontana dall’esposizione politica della moglie, ha dedicato gran parte della propria vita alla ricerca, all’insegnamento e alla formazione universitaria.

Cavallari ed Eugenia Roccella sono sposati dal 1976 e hanno due figli.

Nel marzo scorso avevano celebrato cinquant’anni di matrimonio.

La ministra aveva ricordato pubblicamente il loro lungo legame con parole affettuose, raccontando di averlo incontrato quando aveva appena diciotto anni e di non essersi più separata da lui.

LA VICINANZA DELLE ISTITUZIONI

Numerosi rappresentanti delle istituzioni hanno espresso solidarietà e vicinanza alla ministra e alla sua famiglia.

Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha assicurato il sostegno dell’intera amministrazione regionale, ricordando l’impegno del personale sanitario, dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine coinvolte nelle operazioni.

Anche dall’Abruzzo sono arrivati messaggi di partecipazione, legati al lungo rapporto professionale di Cavallari con l’università e il territorio.

Il sindaco dell’Aquila e presidente dell’Anci Abruzzo, Pierluigi Biondi, ha ricordato il contributo del professore al mondo accademico regionale e ha espresso la speranza che le ricerche possano giungere a un esito positivo.

GLI ATTACCHI SUI SOCIAL

Mentre i soccorritori continuavano a cercare Cavallari, sulle piattaforme digitali sono comparsi messaggi offensivi e commenti di scherno rivolti alla ministra Roccella.

Alcuni utenti hanno utilizzato la tragedia personale per attaccare le sue posizioni politiche e le sue battaglie pubbliche.

Altri hanno formulato battute sul marito disperso o contestato l’attenzione riservata dalle autorità e dai mezzi d’informazione alla vicenda.

Accanto alle offese sono apparsi anche numerosi messaggi di condanna, provenienti tanto dai sostenitori quanto dagli avversari politici della ministra.

Molti utenti hanno sottolineato come il dissenso sulle idee non possa mai giustificare la derisione del dolore umano.

La libertà di critica rappresenta uno dei fondamenti della democrazia.

Ma esiste una differenza profonda tra contestare una posizione politica e colpire una persona mentre vive ore di angoscia per la sorte di un familiare.

MELONI: «MISERIA MORALE»

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta con parole molto dure contro gli autori dei messaggi.

La premier ha definito i commenti «ignobili e disumani», sostenendo che leggere simili attacchi in un momento tanto drammatico sia qualcosa che «fa rabbrividire».

Secondo Meloni esiste un limite che non dovrebbe mai essere superato: quello del rispetto dovuto alla sofferenza umana.

Quando una persona e una famiglia vengono colpite durante una tragedia, ha affermato la presidente del Consiglio, non ci si trova più davanti allo scontro politico, ma alla «miseria morale».

Meloni ha collegato l’ondata di odio anche a un clima pubblico sempre più avvelenato, nel quale disprezzo e disumanizzazione vengono spesso presentati come forme accettabili di confronto.

La premier ha invitato tutti a indignarsi, senza eccezioni e senza ambiguità.

Anche il presidente del Senato Ignazio La Russa ha condannato le offese, parlando di odio ideologico e di una totale mancanza di rispetto e umanità.

IL CONFINE TRA CRITICA E DISUMANIZZAZIONE

La vicenda riapre il dibattito sul linguaggio utilizzato nei social network.

La distanza fisica e l’apparente anonimato dello schermo possono spingere alcune persone a scrivere frasi che difficilmente pronuncerebbero davanti alla persona direttamente coinvolta.

La sofferenza diventa così un’occasione per continuare il conflitto politico, senza alcun rispetto per la vita privata e per il dolore familiare.

Non è necessario condividere le idee di Eugenia Roccella per riconoscere la gravità di quanto sta vivendo.

La solidarietà umana non richiede appartenenza politica.

Dovrebbe valere per ogni famiglia, indipendentemente dal ruolo pubblico, dall’orientamento ideologico o dalla notorietà delle persone coinvolte.

Gli insulti indirizzati alla ministra non danneggiano soltanto la persona che li riceve.

Contribuiscono a rendere più aggressivo e povero l’intero spazio pubblico.

LE RICERCHE NON SI FERMANO

Nel frattempo, sul lago di Vico, l’attenzione rimane concentrata esclusivamente sulle operazioni.

Ogni settore viene controllato attraverso immersioni, strumenti elettronici e ricognizioni dall’alto.

La profondità, la vegetazione e il fondale limaccioso rallentano il lavoro e impediscono verifiche rapide.

I soccorritori continueranno a operare utilizzando tutte le tecnologie disponibili.

Per Eugenia Roccella e i suoi figli proseguono ore di attesa e angoscia.

Mentre la politica condanna l’odio social e le istituzioni manifestano la propria vicinanza, sommozzatori, vigili del fuoco e carabinieri restano impegnati nelle acque scure del lago.

L’obiettivo rimane quello di ritrovare Luigi Cavallari e dare una risposta alla sua famiglia.