Creme solari, la TGA apre consultazione pubblica dopo l’inchiesta di CHOICE

di Lorenzo Canu

A nove mesi dall’inchiesta di CHOICE che ha scosso il mercato australiano delle protezioni solari, la Therapeutic Goods Administration (TGA) ha lanciato una consultazione pubblica per rivedere completamente la regolamentazione delle creme solari nel paese. L’azione arriva dopo che a giugno 2025 CHOICE aveva testato 20 creme solari, scoprendo che 16 non rispettavano i valori SPF dichiarati – con un prodotto, Ultra Violette Lean Screen SPF 50+, che aveva registrato un valore di appena 4. Da allora, oltre 20 prodotti sono stati ritirati dal mercato o posti sotto revisione. “Senza questa indagine, è probabile che questi prodotti sarebbero ancora in vendita – un chiaro esempio del motivo per cui abbiamo urgente bisogno di una regolamentazione più forte nel settore delle creme solari”, ha dichiarato Andy Kelly, Direttore Campagne di Choice.

Nella sua risposta alla consultazione TGA CHOICE ha ribadito tre richieste fondamentali. Prima: introdurre test SPF obbligatori in vitro (di laboratorio) invece che in vivo (su volontari umani), perché più affidabili e riproducibili. Seconda: richiedere che i laboratori che eseguono i test SPF siano accreditati secondo lo standard ISO 17025, garantendo competenza tecnica verificata. Terza: cambiare l’etichettatura SPF, sostituendo i numeri (30, 50, 50+) con categorie semplificate come “bassa”, “media”, “alta” e “molto alta protezione”, più comprensibili per i consumatori. La TGA, dal canto suo, propone cinque aree di riforma: migliorare l’affidabilità dei test SPF, rafforzare la supervisione dei laboratori, introdurre controlli di qualità periodici sui prodotti in commercio, semplificare le etichette e aggiornare le linee guida di produzione.

Il documento di consultazione riconosce che “continuare a condurre indagini sui singoli prodotti senza cambiamenti normativi non è una soluzione sostenibile a lungo termine”. Un punto controverso riguarda i cosmetici con SPF elevato – come fondotinta e balsami labbra SPF 50+ – attualmente esclusi dalle regole stringenti che valgono per le creme solari vere e proprie. La TGA propone di limitare gli SPF dichiarabili dai cosmetici o di obbligarli a etichettarsi chiaramente come “protezione solare cosmetica”. La consultazione si chiuderà nelle prossime settimane. Nel frattempo, si invita a continuare a usare la protezione solare, verificando che i prodotti non siano tra quelli richiamati.