San Lorenzo da Brindisi

di Suor M. Simona Pia Müller

Una splendida figura dell’Ordine dei Cappuccini è San Lorenzo da Brindisi, missionario fra gli eretici. La Chiesa universale celebra la sua festa il 23 luglio.

Più conosciuto nell’Ordine come Vicario generale, apostolo in Europa e Dottore della Chiesa, l’aspetto missionario di questo grande Santo è poco conosciuto dalla maggioranza delle persone. Esaminiamo più attentamente quest’aspetto, nella speranza di essere contagiati anche noi dal suo zelo per la salvezza delle anime.

Il Santo nacque a Brindisi il 22 luglio 1559 da genitori di alta cultura: Guglielmo Rossi ed Elisabetta Masella. Prima della nascita del futuro missionario, i genitori si erano trasferiti da Venezia a Brindisi per motivi politici.

Iddio aveva benedetto Giulio Cesare, nome di Battesimo del Santo, con tante doti naturali che, sotto la guida della pia mamma, furono indirizzate verso il Signore. La sua capacità di parlare in pubblico e di entusiasmare le folle fu scoperta quando il bambino aveva solo sei anni, allorché ebbe l’occasione di pronunciare pubblicamente un discorso religioso che attirò l’attenzione di tutti, facendo intravedere in lui un futuro grande predicatore.

Fin dall’inizio, fra Lorenzo si dedicò all’osservanza perfetta delle più piccole prescrizioni della vita conventuale, rispettoso e sottomesso ai superiori e caritatevole verso i confratelli, diventando un modello di perfezione religiosa.

Il 24 marzo 1576 si consacrò solennemente a Dio. Dopo l’emissione dei voti, fra Lorenzo andò a Padova, dove studiò Filosofia, Teologia e varie lingue, fra le quali il greco, l’ebraico, il caldeo, il siriaco, il tedesco, il francese e lo spagnolo.

Fra Lorenzo fu ordinato sacerdote a Venezia il 18 dicembre 1582. Iniziò così l’apostolato della predicazione in varie città d’Italia, quali Padova, Vicenza, Verona, Pavia, Genova e Napoli. Già durante questo periodo, padre Lorenzo compì vari miracoli di guarigione.

Papa Clemente VIII, avendo sentito parlare delle meraviglie operate per mezzo del Santo, lo chiamò a Roma e gli affidò l’incarico di predicare e di confutare gli ebrei. Fra il 1587 e il 1598 fu trasferito in vari conventi dell’Ordine, ricoprendo diversi incarichi importanti.

Nel frattempo, la Germania era minacciata dall’invasione dei turchi. Padre Lorenzo partì a capo di un gruppo composto da undici confratelli sacerdoti e due confratelli conversi. Innumerevoli furono le fatiche, gli stenti, i pericoli e le persecuzioni sostenuti dagli intrepidi missionari.

I nemici della Chiesa cattolica, allarmati per la loro comparsa in quelle regioni, tentarono in mille modi di ostacolare la loro opera. Con il sostegno dell’Imperatore, però, San Lorenzo fondò tre conventi per i suoi religiosi: uno a Praga, uno a Vienna e il terzo a Graz.

Con la loro permanenza in quelle regioni, i santi missionari continuarono a purificare la zona dagli eretici, mentre il bene che compivano veniva sempre più ostacolato dai nemici del cattolicesimo.

Contemporaneamente, Maometto III, figlio di Amurat, invase l’Ungheria insieme alla sua formidabile armata. L’Imperatore chiese aiuto al Papa, che inviò diecimila uomini. Le truppe alemanne si unirono a questi uomini, con il duca di Mercœur al comando.

Al fianco del duca vi era padre Lorenzo da Brindisi, che incoraggiò i soldati, trasformandoli in altrettanti eroi. Il Santo precedeva il gruppo con il crocifisso in mano ed esortava i soldati a non avere paura e a combattere con coraggio, sicuri della vittoria.

La battaglia contro i turchi si svolse ad Alba Reale. Il combattimento durò otto giorni, durante i quali i turchi persero trentamila soldati, ritirandosi umiliati e sconfitti.

All’età di 43 anni, padre Lorenzo venne eletto Vicario generale dell’Ordine e si mise a visitare a piedi le province di Milano, la Svizzera, la Germania, le Fiandre e anche la Spagna.

Approfittando della sua assenza dalla Germania, i turchi tornarono a minacciare quelle regioni, compresa l’Ungheria. L’imperatore Rodolfo chiese nuovamente l’aiuto di padre Lorenzo per combatterli.

L’uomo di Dio fece ritorno in Italia, si presentò al Pontefice Paolo V e gli propose la formazione di una Santa Lega tra il Pontefice, l’imperatore di Germania e il re di Spagna.

Sempre più intensa diventava la sua devozione alla Madonna. Un giorno, mentre il Santo era assorto in preghiera, gli apparve la Santa Vergine. Egli non poté contenere la sua gioia ed esclamò:

«O Madre mia, o mia santa Madre, beato chi vi loda, beato chi vi porta nel proprio cuore».

Il Santo cappuccino, portando la Madonna nel cuore, condusse alla salvezza tante anime smarrite. Veramente era “beato” San Lorenzo da Brindisi.

Be the first to comment

Leave a Reply

Your email address will not be published.


*