Brett Newman sostiene che Ashley Jenkinson fosse distratto dai passeggeri durante il decollo. Nell’incidente del 2023 sulla Gold Coast morirono quattro persone
La collisione tra due elicotteri avvenuta nel gennaio 2023 nei pressi di Sea World, sulla Gold Coast, avrebbe potuto essere evitata se il pilota in fase di decollo avesse controllato correttamente lo spazio alla propria destra.
È quanto ha dichiarato Brett Newman, amministratore delegato di Sea World Helicopters, nel corso dell’inchiesta sulla tragedia che costò la vita a quattro persone.
Quattro vittime nella collisione
Nell’incidente morirono il pilota Ashley Jenkinson, i turisti britannici Ronald e Diane Hughes e Vanessa Tadros, residente nel New South Wales.
Uno degli elicotteri stava decollando per un volo turistico, mentre il secondo stava rientrando e si trovava in fase di discesa.
L’impatto avvenne in volo, vicino al parco tematico e sopra l’area del Broadwater, a Southport.
«Era distratto dai passeggeri»
Secondo Newman, Jenkinson sarebbe stato completamente distratto dai due passeggeri seduti nella fila anteriore.
Il CEO ha riferito che entrambi stavano guardando verso sinistra e parlando delle imbarcazioni visibili nella zona.
A suo giudizio, il pilota avrebbe rivolto l’attenzione ai passeggeri invece di concentrarsi pienamente sulle operazioni di decollo e sul traffico aereo circostante.
Newman ha descritto Jenkinson come una persona desiderosa di intrattenere e soddisfare i clienti durante i voli turistici.
Il mancato controllo sulla destra
Il punto centrale della testimonianza riguarda la direzione nella quale il pilota avrebbe dovuto guardare prima di sollevarsi.
Secondo Newman, se Jenkinson avesse controllato alla propria destra, avrebbe visto l’altro elicottero in avvicinamento.
«Non può esserci alcun dubbio su dove il pilota in partenza dovesse guardare», ha dichiarato.
Il dirigente ha aggiunto di essere ancora incredulo davanti alla mancata individuazione dell’altro velivolo.
Dubbi sulla comunicazione radio
L’inchiesta ha affrontato anche la questione delle comunicazioni tra i due elicotteri.
Un rapporto preliminare dell’Australian Transport Safety Bureau aveva rilevato che Michael James, il pilota dell’elicottero in fase di atterraggio, non aveva sentito alla radio la chiamata di partenza di Jenkinson.
Newman ha però dichiarato di ritenere possibile che quella comunicazione non sia mai stata effettuata.
Ha definito poco credibile l’ipotesi secondo cui il problema sarebbe stato causato esclusivamente da un guasto alla radio o dalla mancata ricezione del messaggio da parte dell’altro pilota.
L’altro pilota riuscì ad atterrare
Michael James riuscì a riportare a terra il proprio elicottero nonostante i gravi danni subiti durante l’impatto.
Secondo Newman, James avrebbe dato per scontato che l’altro pilota non sarebbe decollato mentre il suo velivolo si trovava in fase di avvicinamento.
La presenza improvvisa dell’elicottero di Jenkinson sarebbe stata quindi del tutto inattesa.
James si sarebbe accorto del pericolo soltanto nel momento in cui il rotore dell’altro velivolo colpì il suo elicottero.
Le procedure di volo
Sea World Helicopters, oggi conosciuta come Surfers Paradise Helicopters, gestiva i voli panoramici sull’area della Gold Coast.
Newman ha dichiarato di aver volato numerose volte con Jenkinson prima dell’incidente e di aver verificato personalmente le procedure operative e le traiettorie previste per i decolli e gli atterraggi.
Il CEO ha sostenuto che le indicazioni fossero chiare e che i piloti sapessero dove rivolgere l’attenzione durante le manovre.
Le rivelazioni sull’uso di droga
Nel corso dell’inchiesta è emerso anche che Jenkinson avrebbe manifestato un interesse per la cocaina.
Newman ha affermato di non essere stato a conoscenza di alcun uso di sostanze da parte del pilota.
Ha dichiarato che, se lo avesse saputo, Jenkinson sarebbe stato licenziato immediatamente, sottolineando che l’azienda applicava una politica di tolleranza zero nei confronti delle droghe.
Il pilota era stato sottoposto a due test tra il 2016 e il 2022: uno prima dell’assunzione e un altro controllo casuale.
Segnalati episodi di disagio personale
L’inchiesta ha ascoltato anche testimonianze relative alle condizioni personali di Jenkinson nelle settimane precedenti alla tragedia.
La sua compagna avrebbe riferito di averlo trovato in forte stato di agitazione, nascosto in un armadio e successivamente sotto la doccia, poco prima dell’intenso periodo natalizio.
Newman ha dichiarato di non essere mai stato informato di questi episodi.
Non è stato però ancora stabilito quale eventuale collegamento possa esistere tra quelle condizioni personali e le decisioni prese dal pilota il giorno dell’incidente.
Un pilota ricordato per l’attenzione alla sicurezza
La testimonianza del CEO si aggiunge a dichiarazioni precedenti che avevano offerto un’immagine diversa di Jenkinson.
La sua assistente esecutiva, Thalia Ellem, aveva raccontato all’inchiesta che il pilota poneva costantemente la sicurezza al centro del proprio lavoro.
Secondo la donna, Jenkinson andava spesso oltre quanto richiesto e parlava quotidianamente delle procedure necessarie per proteggere passeggeri e colleghi.
L’inchiesta prosegue
L’inchiesta è guidata dalla coroner Carol Lee ed è destinata a proseguire per altre due settimane.
L’obiettivo è stabilire la sequenza esatta degli eventi, verificare l’efficacia delle procedure aziendali e chiarire il ruolo delle comunicazioni radio, della visibilità e delle decisioni prese dai due piloti.
La testimonianza di Newman attribuisce un peso particolare alla possibile distrazione di Jenkinson e al mancato controllo visivo prima del decollo.
Le conclusioni definitive dovranno però tenere conto di tutte le prove, delle testimonianze e delle analisi tecniche raccolte durante l’inchiesta.
