Dialogo economico Italia-Australia a Roma

Rafforzare l’asse economico tra Italia e Australia, trasformando relazioni consolidate in nuove opportunità per imprese, professionisti e investitori. È stato questo il filo conduttore dell’Italy–Australia Trade & Legal Forum 2026, che ha riunito a Roma istituzioni, rappresentanti del mondo economico e professionisti dei due Paesi.

Promosso con il coinvolgimento del deputato eletto all’estero Nicola Carè, il Forum si è sviluppato nell’arco di tre giornate, con incontri a Villino Douhet e nella Sala della Regina della Camera dei Deputati. Al centro del confronto, le prospettive dell’accordo di libero scambio tra Unione europea e Australia e, soprattutto, la necessità di rendere le opportunità del mercato australiano accessibili anche alle piccole e medie imprese italiane. .

In questo quadro assume particolare rilievo il ruolo delle Camere di Commercio Italiane all’Estero e della presenza italiana in Australia, considerata non soltanto un patrimonio storico e culturale, ma una rete di conoscenze, relazioni e professionalità capace di avvicinare concretamente i due mercati.

A Villino Douhet sono intervenuti, tra gli altri, Veronica Misciattelli, segretario generale della Camera di Commercio Italiana di Melbourne, rappresentanti dell’Australian Italian Lawyers Association, Alberto Frescura di Austrade, il vice ambasciatore australiano Siddhartha Chakrabarti e Viola Di Caccamo di SIMEST. Il confronto, moderato dal professor Marcello Poggioli, ha visto anche gli interventi dei professori Giangiacomo D’Angelo e Paolo Piva.

Il dialogo è proseguito alla Camera dei Deputati, alla presenza dell’Ambasciatrice d’Australia Julianne Cowley, del segretario generale di Assocamerestero Domenico Mauriello, dell’avvocato Letizia Ficarra per AILA, del professor Poggioli e dell’avvocato Raffaele Mastrota.

Carè ha inoltre richiamato il contributo del presidente di AILA Vincent Morfuni e del presidente della Camera di Commercio Italiana di Melbourne Adrian Lo Giudice. «Per accompagnare le imprese sui mercati internazionali servono competenze, certezza delle regole e interlocutori capaci di orientarle», ha sottolineato Carè.