Padre Paolo Benanti in Australia: l’etica dell’intelligenza artificiale al centro del dialogo con Albanese

Il francescano, tra i principali esperti internazionali di etica delle nuove tecnologie, incontra il primo ministro australiano e partecipa a una serie di appuntamenti istituzionali e accademici promossi dall’Ambasciata d’Italia.

L’intelligenza artificiale deve rimanere al servizio dell’uomo, senza compromettere la libertà individuale, la dignità umana e il controllo democratico sulle tecnologie. È questo il messaggio portato in Australia da padre Paolo Benanti, teologo e filosofo francescano, protagonista di una visita istituzionale dal 7 al 13 ottobre, organizzata su invito dell’Ambasciata d’Italia a Canberra.

Il momento più significativo della missione è stato l’incontro con il primo ministro Anthony Albanese, avvenuto a Kirribilli House, residenza ufficiale del premier a Sydney. Benanti era accompagnato dall’ambasciatore italiano Nicola Lener e dal console generale d’Italia a Sydney Gianluca Rubagotti. Al colloquio ha partecipato anche l’addetto scientifico dell’Ambasciata, Marco Lazzarino.

Durante l’incontro sono state affrontate le implicazioni sociali, politiche e morali dell’intelligenza artificiale, con particolare attenzione alla necessità di introdurre regole capaci di garantire la supervisione umana sulle applicazioni tecnologiche. Albanese ha ribadito l’impegno australiano affinché lo sviluppo dell’IA risponda agli interessi della collettività, richiamando anche la posizione della Chiesa cattolica sulla centralità della persona.

La visita assume particolare rilievo per il ruolo internazionale del religioso. Professore di Teologia morale alla Pontificia Università Gregoriana di Roma, Benanti ha collaborato con Papa Francesco sulle questioni legate all’intelligenza artificiale e continua a contribuire al dibattito promosso dalla Santa Sede sotto Leone XIV. Ha inoltre partecipato all’organismo consultivo delle Nazioni Unite sull’IA e presiede il Comitato italiano sull’intelligenza artificiale per l’informazione.

Il 7 ottobre, al National Press Club di Canberra, Benanti si è confrontato con Andrew Leigh, viceministro australiano responsabile, tra l’altro, di produttività e concorrenza. Moderato da Corrie McLeod, il dibattito ha affrontato il rapporto tra innovazione, responsabilità pubblica e regolamentazione delle grandi imprese tecnologiche.

Intervistato da The Australian, il francescano ha sostenuto che nessuna azienda dovrebbe essere al di sopra della legge, criticando l’idea che i principali operatori tecnologici possano stabilire autonomamente le proprie regole. Ha inoltre riconosciuto l’importanza delle iniziative australiane per la protezione dei minori nell’ambiente digitale.

A Sydney, l’8 ottobre, Benanti ha partecipato all’incontro What Is AI Asking of Us?, promosso dal Gradient Institute presso l’Università di Sydney, insieme al filosofo Simon Longstaff, allo studioso buddhista Jue Wei e alla scrittrice Anna Goldsworthy.

Il programma proseguirà il 12 ottobre a Melbourne, presso l’Australian Catholic University, con una discussione sull’intelligenza artificiale e il bene comune. Il 13 ottobre sarà invece l’Università del Queensland, a Brisbane, a ospitare un confronto sulle opportunità e sui rischi delle tecnologie emergenti.

La missione, inserita anche nelle commemorazioni francescane, rafforza il dialogo tra Italia e Australia su una questione decisiva: non soltanto quanto potenti diventeranno le macchine, ma chi stabilirà le regole del loro utilizzo e come saranno tutelati i diritti delle persone.