Assegni per i figli, criticità  da un rapporto Ombudsman

Le agenzie governative devono rispettare la legge in ogni loro attività. È il messaggio centrale del rapporto pubblicato oggi dal Commonwealth Ombudsman sulle condotte di Services Australia e del Department of Social Services (DSS) in materia di assegni di mantenimento per i figli. L’indagine ha rilevato una prolungata non conformità alla normativa, nota internamente già dal 2019 e segnalata al DSS nel 2020, ma mai affrontata in modo efficace.

Al centro del problema vi è una discrepanza tra la legge sul child support e le pratiche operative di Services Australia, che in alcuni casi hanno impedito a genitori con meno del 35% di assistenza di ricevere assegni a cui avevano pieno diritto. 

Una situazione generata da modifiche legislative introdotte nel 2008 e nel 2018, definite dallo stesso dipartimento come “conseguenze non intenzionali”, che hanno creato un vuoto tra l’impianto normativo e la politica governativa di lungo corso. 

Secondo l’Ombudsman Iain Anderson, la scelta di continuare consapevolmente a non applicare correttamente la legge mina gravemente la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, richiamando alla memoria il caso Robodebt. 

Il rapporto evidenzia inoltre carenze nell’escalation del problema, nella richiesta di pareri legali e nella comunicazione con i ministri competenti, informati in modo dettagliato solo in una fase avanzata della vicenda. La situazione ha suscitato preoccupazione tra le organizzazioni di tutela dei genitori, che chiedono maggiore controllo e trasparenza sulle procedure. 

L’Ombudsman ha formulato sei raccomandazioni per una rapida correzione e una maggiore trasparenza. Services Australia e DSS ne hanno accolte cinque, mentre il governo ha annunciato un intervento legislativo retroattivo per sanare la situazione. Secondo le stime, almeno 16.600 persone potrebbero essere state coinvolte, con importi contestati che variano da poche decine di dollari fino a diverse migliaia.  

Il governo ha assicurato che le nuove norme saranno presentate al Parlamento nella prossima sessione, ribadendo l’impegno a tutelare l’interesse superiore dei minori e a ristabilire la piena fiducia nel sistema di sostegno alle famiglie.