Inizia l’Era Taylor

In un colpo di scena che riflette la profonda crisi della politica australiana, il Partito Liberale ha deposto Sussan Ley, leader uscente della fazione centrista, sostituendola con Angus Taylor, esponente dell’ala destra del partito, con 34 voti a favore e 17 contrari. Al suo fianco, come vice leader, è stata eletta Jane Hume, già nota per posizioni di stampo conservatore e politiche in stile “Trump”.

Taylor ha definito la situazione come un momento di “cambia o muori”, ammettendo che il partito si trova al suo livello più basso dalla fondazione nel 1944. La sfida immediata sarà quella di ricostruire una coalizione interna lacerata e riacquistare la fiducia degli elettori, dopo la disfatta elettorale di maggio 2025 che ha visto il partito perdere oltre metà dei consensi, mentre il voto verso il partito anti-immigrazione One Nation è quadruplicato.

Durante la conferenza stampa, Taylor ha sottolineato la necessità di difendere “i valori fondamentali australiani”, annunciando un inasprimento delle politiche sull’immigrazione e la promessa di “chiudere la porta” a chi non si conforma ai principi democratici del paese. Una posizione che rischia di alienare ampie fasce urbane, dove più della metà della popolazione ha genitori nati all’estero.

L’uscita di Ley dalla politica e la conseguente elezione suppletiva nel collegio di Farrer creeranno un banco di prova per la nuova leadership. I Liberali dovranno difendersi sia dagli attacchi degli indipendenti Teal che dall’avanzata di One Nation nelle aree rurali, mentre la fazione moderata interna chiede ancora attenzione per evitare ulteriori perdite elettorali.

Gli analisti politici evidenziano che Taylor e Hume dovranno bilanciare la pressione dei conservatori con la necessità di attrarre voti urbani e femminili, settori che hanno già penalizzato il partito. L’ex premier Tony Abbott ha sostenuto Taylor, auspicando un ritorno a politiche di difesa dei “valori anglo-celtici e cristiano-giudaici”, mentre l’ex leader Malcolm Turnbull ha espresso dubbi sulla reale capacità del nuovo leader di invertire il declino.

Intanto, la scena politica per le elezioni suppletive nel seggio di Farrer si infiamma. Si tratta di un primo e inaspettato banco di prova per Taylor e la nuova leadership dei Liberali. La Coalizione e possibili candidati indipendenti, tra cui One Nation, si preparano a una campagna breve ma intensa, destinata a catturare l’attenzione di tutta l’Australia, distogliendo l’attenzione dell’operato del governo laburista.