Dopo la strage che ha ucciso 15 persone, Albanese istituisce un’inchiesta nazionale guidata da Virginia Bell per indagare sull’odio antiebraico e rafforzare la coesione sociale.
Tre settimane dopo l’attacco terroristico a Bondi Beach, che ha colpito la comunità ebraica e sconvolto il Paese, il Primo Ministro Anthony Albanese ha annunciato una Royal Commission federale. L’obiettivo: indagare l’antisemitismo, prevenire nuovi attacchi e costruire un’Australia più unita.
La Commissione sarà guidata dall’ex giudice della Corte Suprema e High Court Virginia Bell AC, scelta per la sua esperienza e autorevolezza nel condurre indagini complesse senza pregiudicare eventuali procedimenti penali. “Ho ascoltato le famiglie delle vittime e i leader della comunità ebraica. È chiaro che una Royal Commission è essenziale per promuovere unità e coesione sociale”, ha dichiarato Albanese in conferenza stampa a Canberra.
Fino a pochi giorni fa, il governo aveva resistito alla pressione pubblica e politica, temendo di dare visibilità a voci di odio. La svolta è arrivata di fronte all’insistente richiesta delle famiglie delle vittime, dei leader comunitari e di figure politiche e legali di alto profilo.
La Commissione si concentrerà su quattro priorità: comprendere l’antisemitismo in Australia e i suoi driver, suggerire strumenti efficaci a forze dell’ordine e servizi di sicurezza, ricostruire le circostanze dell’attacco di Bondi e proporre azioni per rafforzare la coesione sociale e contrastare l’estremismo ideologico e religioso.
Il lavoro già avviato dall’Independent Commonwealth Review di Dennis Richardson sarà integrato nell’inchiesta, che presenterà un rapporto intermedio ad aprile e dovrà completare l’indagine entro il 14 dicembre 2026.
Il governo ha già adottato misure immediate: nuove risorse per la sicurezza, leggi più severe sulle armi e proposte per criminalizzare l’odio online. Come ha ricordato il Primo Ministro: “Un attacco agli ebrei è un attacco a tutti gli australiani”.

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