Impegno e futuro al Calabria Club Eco Park

di Emanuele Esposito

Ci sono momenti nella vita di una comunità in cui bisogna decidere se limitarsi a custodire il passato o avere il coraggio di costruire il futuro. Il progetto del Calabria Club Eco Park rientra esattamente in questa categoria. Non è un semplice intervento paesaggistico, né un’operazione estetica: è una dichiarazione culturale e generazionale. Per oltre quarant’anni, il Calabria Club è stato molto più di una struttura: è stato casa, identità, punto di incontro, presidio sociale. È stato il luogo dove la nostalgia si è trasformata in appartenenza, dove l’emigrazione ha trovato radici nuove senza perdere quelle antiche. 

Il progetto dell’Eco Park – con aree BBQ in stile mediterraneo, orto comunitario, spazi per bambini, petting zoo e 140 pannelli solari – non è un capriccio. È una risposta concreta a una domanda fondamentale: che tipo di comunità vogliamo essere nei prossimi quarant’anni? Una comunità che vive di ricordi o una comunità che genera opportunità? Oggi parlare di sostenibilità non è moda, è responsabilità. Alimentare una struttura comunitaria con energia rinnovabile significa affermare che la nostra identità non è chiusa nel passato, ma capace di dialogare con il futuro. L’obiettivo economico è chiaro: 500.000 dollari, metà da raccolta privata e metà da fondi pubblici. Ma la cifra è secondaria rispetto al principio.  La raccolta privata serve non solo a finanziare il progetto, ma a dimostrare coesione: che la comunità crede in sé stessa. Investire nel proprio spazio invia un messaggio preciso anche alle istituzioni: siamo presenti, siamo organizzati, siamo credibili. Perché le nuove generazioni, spesso distaccate dai luoghi associativi tradizionali, cercano spazi vivi, dinamici, sostenibili. 

Un Eco Park non è solo un’area verde: è un punto di aggregazione intergenerazionale, un luogo dove cultura e contemporaneità si incontrano.

Se vogliamo che i nostri figli e nipoti sentano il Calabria Club come “casa”, dobbiamo offrirgli una casa che parli il linguaggio del loro tempo. Ogni progetto comunitario è, in fondo, un atto politico nel senso più nobile del termine: riguarda la polis, la comunità. Il Calabria Club Eco Park non è una questione di cemento o prato, ma di visione. Chi quarant’anni fa fondò il Club fece una scelta coraggiosa.  Oggi siamo chiamati a fare lo stesso. La differenza non la farà un singolo donatore: la farà il senso collettivo di responsabilità. Perché le comunità non si ereditano. Si costruiscono.