Sydney ha celebrato ieri sera la straordinaria eredità dell’architetto italo-australiano Enrico Taglietti con un evento speciale che ha richiamato un pubblico numeroso all’Istituto Italiano di Cultura di Sydney, nell’ambito della serie Traces of Italy – Legacies of Italians Shaping Australia’s Cultural Landscape e della giornata dedicata all’Italian Design Day.
La serata ha offerto una conversazione approfondita e appassionata con Virginia Rigney e Prof. Silvia Micheli, curatrici della mostra Taglietti: Life in Design, accompagnate da Tanja Taglietti, figlia dell’architetto, che ha condiviso ricordi personali e dettagli intimi della vita e del lavoro di suo padre. L’incontro è stato moderato con grande competenza dal Prof. Luciano Cardellicchio, creando un dialogo vivido tra pubblico e relatori.
Enrico Taglietti, nato a Milano nel 1926 e scomparso nel 2019, è stato una figura chiave nella storia dell’architettura australiana.
Formatosi al Politecnico di Milano sotto maestri come Gio Ponti, Bruno Zevi e Pier Luigi Nervi, Taglietti portò in Australia una sensibilità europea raffinata e una visione architettonica innovativa e audace.
Dopo aver partecipato alla curatela di mostre internazionali, tra cui la Milan Triennale, arrivò a Sydney negli anni ’50, dove fu introdotto agli ambienti culturali e sociali della città e ricevette incarichi prestigiosi, tra cui la ricerca di un sito per l’Ambasciata Italiana a Canberra.
Stabilitosi a Canberra nel 1956, Taglietti si distinse per edifici dalle forme scultoree e dalle soluzioni strutturali innovative, che ancora oggi segnano il paesaggio urbano. Tra le sue opere più note si annoverano la St Antony’s Parish Church di Marsfield, la Giralang Primary School, il Centro Cinema, il Town House Motel, l’Australian War Memorial Annex, e la realizzazione dell’Ambasciata Italiana a Canberra. Caratterizzate da pareti inclinate, volumi generosi, soffitti a volta e materiali contrastanti, le sue architetture combinano audacia formale e sensibilità spaziale, distinguendosi dalla tradizione anglo-australiana del tempo.
La serata ha messo in luce non solo le realizzazioni architettoniche di Taglietti, ma anche la sua personalità affascinante e la passione per la vita che lo resero una figura amata e rispettata nella comunità di Canberra. Come ricordato dai curatori e dalla figlia, il contributo di Taglietti va oltre l’architettura: rappresenta un ponte culturale tra Italia e Australia, testimoniando la capacità degli italiani di lasciare un’impronta duratura sul patrimonio culturale del paese.
