Flydubai, chi è Smit Machchhar: il comandante ferito che ha contribuito a salvare il volo

Originario dell’India e formatosi in Nuova Zelanda, il pilota avrebbe resistito all’aggressione e aperto la porta della cabina, permettendo l’intervento di un passeggero e di un membro dell’equipaggio. Meno di un anno prima aveva parlato proprio dell’importanza del personale di bordo nelle emergenze.

A cura della redazione online

«Quando qualcosa va storto, hai bisogno dell’equipaggio». Smit Machchhar lo aveva spiegato durante un’intervista al podcast Bona-Fide Banter, pubblicata undici mesi prima dell’emergenza che lo avrebbe coinvolto personalmente. Parlava della sicurezza in volo, del lavoro di squadra e del ruolo degli assistenti di cabina: professionisti sui quali contare quando, a migliaia di metri da terra, accade qualcosa di imprevisto.

Oggi quelle parole accompagnano la storia del comandante indiano ferito sul volo flydubai FZ1073, partito da Dubai e diretto a Tel Aviv, poi atterrato d’emergenza a Tabuk, in Arabia Saudita.

Secondo le ricostruzioni dell’accaduto, Machchhar avrebbe opposto resistenza all’aggressione del copilota e sarebbe riuscito ad aprire la porta della cabina di pilotaggio, consentendo l’ingresso delle persone intervenute per fermarlo. Un passaggio decisivo nella sequenza che ha permesso di riportare a terra l’aereo.

L’aggressione e l’intervento nella cabina di pilotaggio

Machchhar era al comando del Boeing 737 MAX 8 quando, secondo le prime ricostruzioni, il copilota lo avrebbe accoltellato. Durante l’emergenza il velivolo ha subito una brusca perdita di quota, mentre a bordo si cercava di comprendere che cosa stesse accadendo.

Nonostante le ferite, il comandante avrebbe continuato a resistere, riuscendo anche a sbloccare l’accesso alla cabina. Un passeggero e un membro dell’equipaggio sarebbero quindi entrati, contribuendo a immobilizzare il presunto aggressore.

Due piloti flydubai fuori servizio, presenti a bordo, hanno successivamente assunto il controllo dell’aeromobile, portandolo all’atterraggio a Tabuk. Sul volo viaggiavano complessivamente 174 persone.

La dinamica completa e il movente restano da accertare. Flydubai ha precisato che le ragioni dell’episodio non erano ancora conosciute, invitando a evitare speculazioni premature.

La passione per il volo nata a diciannove anni

Originario del Gujarat, Machchhar aveva scoperto l’interesse per l’aviazione a diciannove anni, mentre frequentava un corso di management. Nell’intervista al podcast aveva raccontato quel momento come l’inizio di una passione destinata a cambiare il suo percorso professionale.

La madre, inizialmente, era spaventata dall’idea che diventasse pilota. Lui aveva comunque proseguito, svolgendo la prima parte della formazione in Nuova Zelanda.

Secondo le informazioni riportate sul suo profilo professionale, aveva lavorato per oltre undici anni con SpiceJet, prima di passare a flydubai circa quattro anni prima dell’accaduto. Nel podcast aveva parlato anche dell’esperienza maturata e dell’accompagnamento dei giovani piloti nel loro percorso.

In quella stessa conversazione aveva raccontato di non avere mai dovuto affrontare un atterraggio d’emergenza.

Il dentista a bordo e i primi soccorsi

Dopo l’aggressione, a prestare assistenza al comandante è stato anche Shota Musayev, un dentista israeliano che viaggiava sull’aereo.

Musayev ha riferito di avere trovato Machchhar gravemente ferito, con un’importante perdita di sangue. Ha raccontato di essere intervenuto per contenere l’emorragia e stabilizzarne le condizioni, in attesa dell’atterraggio e dell’arrivo dei soccorritori.

Le immagini circolate dopo l’episodio mostravano il comandante assistito sul pavimento dell’aereo, con una maschera per l’ossigeno. Una situazione nella quale l’intervento delle persone presenti a bordo ha affiancato quello del personale impegnato a mettere in sicurezza il volo.

L’ambasciata indiana in Arabia Saudita ha comunicato che Machchhar era stato trasferito in ospedale e si trovava in condizioni stabili, precisando di seguirne il quadro clinico. Questo aggiornamento non consente, da solo, di indicare i tempi del recupero.

La famiglia e la vicinanza dei colleghi

I genitori del comandante vivono a Mumbai. Secondo quanto riportato dalla stampa indiana, dopo avere appreso dell’accaduto si sono messi in viaggio verso l’Arabia Saudita per raggiungere il figlio.

Amici e colleghi hanno descritto Machchhar come una persona tranquilla e composta. Prateek Gandhi, amico d’infanzia ed ex vicino di casa, lo ha ricordato come un ragazzo che difficilmente creava problemi, esprimendo preoccupazione per la sua salute e il desiderio di ricevere notizie direttamente dalla famiglia.

Anche SpiceJet, la compagnia nella quale aveva trascorso una parte importante della carriera, gli ha rivolto un messaggio di solidarietà e un augurio di pronta guarigione.

In attesa degli accertamenti, la sua storia richiama un tema che lui stesso aveva sottolineato nel podcast: la sicurezza a bordo dipende dal lavoro di squadra. Durante l’emergenza del volo FZ1073, le ricostruzioni descrivono infatti una successione di interventi: la resistenza del comandante, l’ingresso in cabina, i primi soccorsi e il controllo dell’aereo assunto dagli altri piloti.