Mary Rorro, la celebre psichiatra violinista con origini italiane

Mary Rorro, medico, violinista, cantautrice e Presidente del Comitato per la Musica, per la Medicina e per le Scienze Umane. Dai suoi genitori,
i Dott. Gilda e Dott. Louis Rorro ha ereditato il dono della musica. La sua caratteristica è fondere musica e arte nella dottrina psichiatrica.

A qualche settimana dal Santo Natale 2025 incontriamo la Dott.ssa Mary Rorro, psichiatra di fama lodevole. Si presenta a noi felice di essere intervistata per diverse testate giornalistiche italiane ed estere. Ci trasmette subito una gradevole serenità, dettata dalle sue inclinazioni mediche, ma anche artistiche. Ci racconta di essere molto contenta di essere stata ospitata recentemente in una trasmissione radiofonica di grande spessore.

 La conduttrice l’Ha conosciuta tramite la madre, coinvolta in eventi culturali per la comunità italoamericana. La Radio 1’ premio Award, esattamente “Sabato Italiano” di Radio Hofstra University di New York, è presentata dalla mondial Host Producer,  giornalista Cav. Josephine Buscaglia Maietta, a cui è molto grata, perché spesso l’ha invitata e le ha  offerto questa opportunità. Mary, oltre che medico, è violinista, cantautrice e Presidente del Comitato per la Musica, per la Medicina e per le Scienze Umane di “American Medical Women’s Association”. 

Si esprime con emozione e gratitudine  nei confronti dei suoi genitori, i Dott. Gilda e Dott. Louis Rorro, ai quali a soli 4 anni diceva che da grande avrebbe voluto essere un dottore. Ha ereditato da loro il dono della musica, che trasmette agli altri. Spesso riesce a fondere musica e arte nella dottrina psichiatrica, fondamentale per la grande influenza psicologica e cognitiva, ideale per la guarigione. 

Rammenta che da piccola la sua mamma la portava in ospedale, dove c’erano i malati di cancro, che ascoltando la musica cantavano come fosse terapeutica. Le sue radici italiane provengono dalle terre del Sud-Italia, da Napoli e dalla Puglia.  Sin da piccola ha visitato la città del nonno, Margherita di Savoia, così chiamata in onore della regina consorte d’Italia, moglie di Umberto I. È un paese dalle spiagge sabbiose e cristalline, luogo di relax, “prima del turismo di massa”. 

Ha anche viaggiato parecchio in Italia. Sono stati i suoi genitori ad incoraggiarla  ad apprezzare le origini italiane. È stato bello, confida, visitare le Terme di Margherita di Savoia, di proprietà della famiglia Lalli, un meraviglioso complesso alberghiero, con  spa e ristorante con la visuale vista sul Mar Adriatico. Quell’Hotel e quella città hanno un significato sentimentale per la sua mamma, amica dei proprietari Cellina e Gennaro Lalli; mentre adesso la gestione è in mano ad Anna Rita e Marina Lalli.

 I viaggi in Italia hanno contribuito a fortificare l’unione con l’Italia ancora oggi. L’amore dei parenti italiani, ma soprattutto degli amici, è segno  peculiare dei rapporti con la patria Italia.

 La Dott.ssa Rorro paragona il nostro tricolore ad  una bella  canzone, riversando così il suo amore nella musica. Tutte le volte  che viene in Italia compone nuovi brani. 

Ha composto un inno chiamato “Filitalia” per l’omonima organizzazione benefica internazionale ed un altro brano “Bell’Italia”.  Sono ricchi di sentimenti che celebrano la ricchezza culturale dell’Italia, degli amici e persino della famiglia. Avendo organizzato il giudice Basil Russo, presidente della Conferenza dei Presidenti delle Principali Organizzazioni Italo-Americane (COPOMIAO), una delegazione dei suoi membri alla Casa Bianca, ha potuto eseguire “L’Italia!”, inno all’Italia. Lo ha suonato con grande orgoglio alla Casa Bianca per la seconda celebrazione annuale del Mese del Patrimonio Italiano, con i membri della “The President’s Own Marine Corps Band!”. Un video di “L’Italia” e  “Viva L’Italia!”, invece, sono stati eseguiti alla conferenza della New Jersey Italian Heritage Commission presso la Rutgers University. 

In pandemia ha ripreso i contatti con l’ex direttore d’orchestra giovanile della “Greater Princeton Youth Orchestra”, il Maestro Matteo Giammario, componendo insieme 16 canzoni, lei melodia e testi, mentre Matteo,  gli arrangiamenti. Tante le canzoni italiane e un tributo musicale a sua madre intitolato “Mommy, You are My Gift”, eseguite per la Conferenza dei Presidenti delle principali organizzazioni italoamericane riunitasi a Little Italy a New York.

In seguito durante il Galà anche nella conferenza dell’”American Medical Women’s Association”, canzoni per l’importanza delle arti, della musica e della medicina. Nel suo ruolo di Presidente dei Comitati per la  Musica, Medicina e Scienze Umane cerca di ispirare le nuove generazioni e quelle future, rivolgendosi a studenti di medicina e medici per la fusione dell’arte nella vita personale e professionale e nel creare collaborazioni attraverso la musica. Sul palco davanti a centinaia di italiani e italoamericani è stata applaudita alle note di  “O’ Sole Mio”, “Oi Marie” e “Fly Me To The Moon”.

 La sua mamma, persona credente l’ha indirizzata verso il Vaticano, da Papa Giovanni Paolo II, futuro Santo e poi consegnando le riflessioni sulla cultura del viola CD a Papa Francesco, indicando la musica come strumento di pace. Per Papa Leone XIV ha composto un inno stile del canto gregoriano intitolato “L’8 maggio, arrivò Papa Leone”. 

È Dama dell’Ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme e dell’Ordine di Savoia, insignita dell’ “Ordine dei Santi, Maurizio e Lazzaro”. Ha suonato la viola nella Cattedrale di San Patrizio e a San Giovanni Battista a New York ed al Memoriale dell’11 settembre e all’Intrepid Museum di New York, nonché al Memoriale della Seconda Guerra Mondiale, alla Cattedrale Nazionale e alla Chiesa del Santo Rosario per il Centenario. 

Ha composto molte opere religiose per celebrare la fede. Alcuni canti sono anche terapeutici per l’applicazione clinica nella terapia del lutto e nelle cure  della depressione. Ci sono due canti, “Our Christmas Savior” ed “Our Christmas Light”,  che intersecano il vero significato del Natale e della nascita di Gesù. Inviati anche al Pontefice e al Vaticano, poi trasformati in video, sono considerati capolavori d’arte con temi e immagini della natività.

Vuole salutare gli italiani nel mondo, affermando di rimembrare sempre le origini, di non scordare mai la lingua italiana, in quanto dall’Italia, all’Europa, all’America, fino in Australia la patria è patria senza confini.