PER IL SI BISOGNA DARSI DA FARE

Tutti i sondaggi lo confermano: per vincere il SI deve mobilitarsi di più visto che la sinistra e tutti i media collegati riescono a monopolizzare il messaggio comunicativo e i fatti iraniani hanno distolto l’attenzione degli elettori dal voto del 22-23 marzo.

STIAMO AL CONCRETO, EVITIAMO GLI SLOGAN O LE ACCUSE RECIPROCHE DI “LESA DEMOCRAZIA” e pur non essendo un giurista, alcun spunti che sottolineo a chi ha dei dubbi

1) E’ un SI al parlamento perché con il referendum si conferma una legge già approvata PER QUATTRO VOLTE CONSEGUTIVE dopo lunghe discussioni, in doppia lettura: se ogni volta che si propone una riforma in Italia la si boccia non ci si può poi lamentare che non cambia mai niente.

2) E’ un SI ad una legge costituzionale che il presidente Mattarella ha promulgato senza rinvio alle Camere e che quindi non contiene evidentemente principi contrari allo spirito delle norme costituzionali, ma solo ad alcune necessarie correzioni.

3) Molti magistrati sono per il SI (come l’ex presidente della Corte costituzionale Augusto Barbera, che addirittura è stato anche un deputato PD), ma non lo dicono perché verrebbero schiacciati dai colleghi politicizzati.

4) Pochi media lo ammettono, ma oltre ai Radicali e ad “Azione” di Calenda molti esponenti del PD e della sinistra voteranno comunque per il SI da Enzo Bianco a Marco Minniti, da Cesare Salvi a Umberto Ranieri, da Nicola Latorre a Chicco Testa: persone che hanno capito che non si deve votare “pro” o “contro” la Meloni ma andare nel merito delle cose

5) Nessuno vuole condizionare i magistrati o assoggettarli alla politica (come peraltro è successo fino ad oggi e non lo si può negare) e con il SI saranno più responsabilizzati. 

I numeri fotografano la realtà, non le chiacchiere. Nel 2024 ci sono state 1587 segnalazioni per casi in cui i magistrati non avrebbero fatto il loro dovere (8.710 nell’ultimo quinquennio). Ebbene, il 96% dei ricorsi è stato ritenuto inammissibile o infondato e quindi le pratiche archiviate. Da chi? Dagli stessi Magistrati, quelli della Procura generale della Cassazione. Perché? Non si sa: neppure chi ha presentato un esposto ha la possibilità di sapere le motivazioni delle archiviazioni o della loro inammissibilità né può quindi controbattere o ricorrere, alla faccia della trasparenza e della democrazia. Andiamo avanti: quel misero 4% dei casi “superstiti” arriva al CSM, quel Consiglio Superiore della Magistratura che la riforma vuole appunto cambiare e i sostenitori del NO vogliono mantenere tale e quale. 

Su oltre 5.000 esposti dell’ultimo triennio il CSM ha emesso solo 199 sentenze e di queste solo 82 sono state di condanna (su 5.000 esposti!!), 94 di assoluzione (quasi masi appellate, anche se ad accusare era proprio la stessa Procura della Cassazione!) e 23 sentenze di non doversi procedere.  Ma delle 82 condanne nel triennio quasi nessuna ha avuto un effetto concreto: per esempio dal 2018 al 2024 sugli 8.710 procedimenti iniziati solo 9 (NOVE !!!) magistrati sono stati sanzionati, in media UNO all’anno!!

6) Il SI blocca la corruzione delle “correnti” che sono il cancro della magistratura: oggi per far carriera devi essere politicamente schierato e questo non è giusto: con il SI ci sarà un pò meno politica dalla magistratura e non viceversa!.

7) La Magistratura ha avuto decenni per riformarsi ma NON HA MAI VOLUTO FARLO dimostrando di essere una “casta” autoreferenziale. La riforma rompe questo meccanismo è giusta e va approvata