Zzzzzzzzzzzz Oh, ma che bella frescura… Zzzzzzzzzzz Oggi ci troviamo su un grande spiazzo erboso di un’altura della spiaggetta di Evans Head , alla foce del fiume Evans, vicino a Woodburn. Sono le 12 di una giornata radiosa, ma non eccessivamente calda e la brezza del mare ci accarezza piacevolmente. Zzzzzzzzzzzzzz
Andrea, Bruno e Luciano, stanno aprendo due tavolini pieghevoli e delle sedie da campeggio, mentre le donne: Franca, Maria, Sofia e Giulia stanno scoprendo i contenitori dell’affettato, l’insalata russa, una profumatissima insalata di patate, tante rotonde frittatine di zucchini, arrosto di maiale e di pollo e numerosissime salse di tutti i colori, acciughe sott’olio, melanzane ripiene, tonno, sardine, gorgonzola, parmigiano, provolone, pagnottelle con la crosta croccante e friabile, grissini, frutta e dolci a go-go. Insomma, il solito pic-nic all’italiana. Zzzzzzzzzzz Quante appetitose vivande su quei tavoli… Mmmm… mi sta venendo l’acquolina in bocca…
Zzzzzzzzzzz Antonio apre gli ombrelloni, mentre sistema il suo piccolo frigorifero da campeggio, alloggiato sul suo campervan. Marco e Leonardo svuotano i sacchi del ghiaccio in un contenitore di plastica ed eccoli tutti a tavola, pronti a divertirsi con quella numerosa varieta’ di cibo profumato e delizioso. Zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz
Tutti i presenti sono pieni di allegria e voglia di stare insieme. Le loro voci sono squillanti e piene di energia. Zzzzzzzzzzzzzzzzzz. Ecco, mi sembra proprio che se la stiano spassando allegramente. Al termine del pranzo luculliano, Antonio prende la parola: -“Devo fare i complimenti alle nostre donne, che ci hanno preparato un pranzo alla maniera di Nerone, con tante delizie, dal superbo sapore e, “dulcis in fundo”, i cannoli con la ricotta, veramente formidabili, e la magnifica torta di mandorle, percio’, “- aggiunge alzando il calice colmo di vino rosso,-“ desidero fare un brindisi per ringraziarle”- Ora la sua voce diventa il coro delle voci di tutti: -“Alla salute delle nostre donne”-
Antonio continua, -“ ed ora che siamo sazi, credo che possiamo stare in pace ad ascoltare il racconto di Bruno, per apprendere gli sviluppi della storia dei nostri antenati”- Dopo un attimo di silenzio, Bruno prende la parola:
-“ Dunque, ricapitolando: il Capitano Henry era a capo della nave “La Nuovelle Bretagne”, che trasportava i coloni della quarta spedizione e che fece scalo a Singapore per approvvigionamenti. Egli, fece di tutto per partire da Singapore in buone condizioni. Acquisto’ viveri, utensili ed attrezzi, infine, assunse alcuni lavoratori malesi ed arabi.
Inoltre, su ordine del Marchese, acquisto’ un vecchio veliero che, negli ultimi mesi era stato usato come nave ospedale ed era ancora in grado di navigare. Si trattava del “Nettie Merrriman”, ribattezzato, per l’occasione: “Marquis De Rays”, che avrebbe dovuto, in seguito, diventare la nave ammiraglia, sulla quale avrebbe poi salpato il Marchese, che si nomino’ pomposamente: “ Carlo Primo, Re dell’Oceania”, ed avrebbe viaggiato con la quinta spedizione. Provvisoriamente, la nave sarebbe servita da pontone, per usi diversi e si sarebbe unita alla “Nuovelle Bretagne”, durante il viaggio di ritorno da Port Breton, verso Manila.
Comunque, durante il viaggio, il Marchese aveva inviato un altro messaggio al Capitano Henry, con cui gli veniva annunciato che, duecento nuovi coloni, avrebbero dovuto essere presi a bordo a Manila, durante una spedizione successiva.
Per risparmiare carburante e spese di personale di bordo, il capitano Henry prese il pontone “Marquis De Rays” a rimorchio , nel tratto Singapore-Port Breton, mentre, un uffuciale della Nuovelle Bretagne, di nome Bull, fu nominato capitano del pontone.
Lungo il tragitto vennero fatti due brevi scali alle isole Celebes per rimpinguare le provviste di acqua, frutta e verdura fresca. Quest’ultima parte del viaggio non fu priva di incidenti, infatti,un marinaio caduto in mare fu divorato dai pescicani e la catena che univa le due navi si spezzo’, percio’, da quel momento, il pontone dovette proseguire il viaggio indipendentemente.
Il 20 Luglio 1881, dopo un breve scalo a Port Hunter, la Nouvelle Bretagne entro’ nella baia di Port Breton. Dopo che la nave circumnavigo’ l’isola Lambon, alcuni indigeni salirono a bordo e consegnarono un messaggio del Capitano Rabardy, la cui nave, il Genil, era ancorata al fondo della baia. Subito dopo, sali’ a bordo il Rabardy stesso e disse con veemenza: “ Disgraziati! Che siete venuti a fare qui!”
I nuovi arrivati rimasero agghiacciati ed ammutoliti da questa aggressiva espressione di benvenuto, ma, come lasciarono spaziare il loro sguardo intorno e videro quell’immenso squallore, senza alcun segno di vita, tutte le loro speranze per una vita migliore svanirono, mentre furono invasi da un senso aggressivo di rabbia, perche’ avevano capito che erano stati subdolamente giocati.
A questo punto, i coloni si rifiutarono di scendere a terra. Solo i mozzi cinesi e malesi, imbarcati a Singapore, scesero dalla nave e si accamparono alla meglio, nella stretta striscia di spiaggia. Ma, la situazione si faceva, di giorno in giorno, sempre piu’ disperata, perche’ il pontone con le provviste tardava ad arrivare.
Il 14 Agosto 1881, il capitano Henry mando’ il Genil, che era stato riparato alla meglio, in cerca del pontone e dopo due giorni, entrarono ambedue nella baia.
Nonostante l’arrivo delle provviste, la demoralizzazione generale venne aggravata da condizioni climatiche disastrose, con piogge torrenziali, che cadevano senza sosta, accompagnate dalla presenza di insetti e parassiti d’ogni sorta. Infine, l’italiano Boero, raccontando ai coloni la terrorizzante storia delle prime tre spedizioni, dette l’ultimo tocco per insaporire la pillola,
Nel frattempo, il capitano Henry cerco’ di darsi da fare per trovare un’alternativa e salvare il salvabile, dopo aver giudicato impossibile la vita nella zona di Port Breton, esploro’ velocemente la costa con la Nuovelle Bretagne e scopri’ che esisteva una pianura di considerevoli dimensioni, apparentemente coltivabile, nella parte bassa della costa stessa. Ma, per effettuare il trasferimento con buone probabilita’ di successo, sarebbe stato necessario acquistare mezzi supplementari e rifare la scorta dei viveri.
Di fronte alla miseranda sfortuna di tutti quei coloni, molti dei quali erano gia’ in preda a malattie ed esaurimento, il capitano Henry decise di farli scendere a terra e proseguire per Manila, per acquistare viveri e materiale, ma soprattutto per evitare una possibile rivolta a bordo. Oltretutto, il Marchese gli aveva dato assicurazione che, al suo arrivo a Manila, avrebbe trovato i fondi necessari per le spese.
Col cuore in pezzi ed una profonda rassegnazione, il 16 settembre 1881, i coloni scesero a terra e videro la Nuovelle Bretagne allontanarsi da tutta quella desolazione , per recarsi verso Manila. Subito dopo, il capitano Rabardy, che aveva temporaneamente assunto il titolo di Governatore della colonia, fece amicizia con il re dell’isola di Lambon, che si trova di fronte a Port Breton.
Poiche’ gli abitanti delle isole tropicali, a quell’epoca, non avevano ancora assimilato il concetto di proprieta’ privata, con tutte le sue implicazioni di carattere legale e sociale, vivevano liberi, secondo natura, in seno a delle Comunita’ in cui non si godevano restrizioni sui beni naturali, quali terra, acqua, sole e aria e li consideravano come quello che realmente dovrebbero essere, cioe’ doni di carattere universale. Essi, infatti, raccoglievano la frutta che la natura provvedeva loro e pescavano nei mari e nei fiumi, ma solo per soddisfare il loro fabbisogno. Per loro, i discorsi di proprieta’ privata non avevano alcun senso.
Il Rabardy, come del resto avrebbereo fatto tutti gli avventurieri dell’epoca, approfitto’ di quello stato di cose e, durante una cerimonia, che fu una vera e propria buffonata, fece firmare il re, con le sue impronte digitali, un documento di cessione di tutte le terre dell’isola, al Marchese De Rays, che era cosi’ finalmente divenuto proprietario di una terra che gia’ da tempo egli aveva venduto, senza nemmeno possederla. E’ stato calcolato, che in quel momento, il De Rays aveva gia’ venduto 600.000 ettari di terra ed aveva gia’ incassato oltre cinque milioni di franchi.”-
-“ Se solo riuscissimo a pensare a quanto e’ diminuito il valore del denaro negli scorsi decenni, potremmo immaginare che cinque milioni di franchi, allora, sarebbe stata una cifra inimmaginabile. Cioe’, oggi sarebbero miliardi a iosa.
-“ Si, e’ vero,”- interrompe Sofia, furiosa, -“ il Marchese era una persona ignobile e la sua ingordigia di denaro lo porto’ ad azioni criminose… Possiamo anche dire che fosse colpevole di genocidio, ma la legge, dov’era? Immagino… Dov’e’ sempre stata, quando c’e’ da accusare i ricchi e potenti. Infatti, abbiamo sempre avuto governi pieni di pupazzi, solo incollati alla sedia ed alla posizione, che usano i privilegi ed il denaro che non si guadagnano; gente che maneggia i soldi inzuppati dal sangue della popolazione e non pensa nemmeno lontanamente, di fermare la continuazione di certe azioni criminose, usando la legge, quella vera, senza cavilli.”-
-“Uh, Sofia e’ sfrenata,”- dice Luciano. -“ Prendiamo fiato e sentiamo “Honore’ De Balzac”, che e’ stato un grande scrittore, drammaturgo e critico letterario francese, vissuto all’inizio del 1800, che disse: “ Dietro ogni grande fortuna c’e’ un crimine” e sembra proprio che questo detto rispecchi l’immenso marciume della fortuna del Marchese.”-
-“Ben detto, Luciano. L’unica cosa che mi dispiace in tutto questo e’ che noi possiamo solo commentare, magari anche arrabbiarci, ma non possiamo fare nulla per cambiare le cose che sono successe centinaia di anni addietro… Percio’, andiamo avanti.. . Dicevamo che i coloni lasciati a terra a Port Breton, avevano trovato rifugio nel capannone a due piani e nel pontone. Essi erano ormai tutti malati, emaciati e terribilmente depressi. Invece, il Rabardy, a bordo del Genil, si era anche recato a Bouganville, in cerca di nuove terre per il Marchese. Non essendo riuscito a farsi trasferire le terre dal re Bouka, in cambio del tabacco, egli acquisto’ una decina di schiavi ed al suo ritorno a Port Breton, li offri’ ai coloni, in vendita o affitto. A tale proposta, l’indignazione generale fu enorme, tanto che essi si avventarono contro il Rabardy con tanta ira, che per poco non subi’ un linciaggio.
Pero’, passato il momento pericoloso della rivolta, il capitano riprese il controllo della situazione , cominciando con l’arrestare un certo numero di marinai e di coloni, quindi, dopo essersi armato fino ai denti, decise di punire chiunque gli capitasse tra i piedi…Pero’, cari amici, finisco qui perche’ si sta facendo tardi e dobbiamo andare a casa.”-
Tutti quanti annuiscono e cominciano a sbaraccare, continuando a commentare sulla sorte nefanda dei coloni, mentre io mi preoccupo di trasmettervi un po’ d’allegria. Zzzzzzzzzzzzzzz“ Una signora va dal chirurgo plastico e dice: -“Vorrei essere piu’ bella!”- Il chirurgo le palpa il viso, la guarda e risponde: -“ Signora, qualcosa si puo’ fare e qualcosa no”- -“ Va bene, dottore, mi dica!”- -“Dunque…Si puo’ rimodellare il naso, togliere le borse…”- La donna eccitata, interrompe: -“ E cos’e’ che non si puo’ fare? “–“ I miracoli, signora!”- Zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz Ciao, ciao, a presto… Zzzzzzzzzzzz.
