Il recente aumento dei tassi di interesse deciso dalla Reserve Bank of Australia ha riacceso il confronto politico sul ruolo della spesa pubblica nell’andamento dell’inflazione, portando il Tesoriere Jim Chalmers al centro di un duro attacco da parte dell’opposizione. La polemica si è intensificata dopo le dichiarazioni della governatrice della RBA, Michelle Bullock, interpretate come una smentita del governo.
Chalmers ha respinto con fermezza le accuse secondo cui la spesa governativa sarebbe una delle principali cause dell’inflazione e della conseguente stretta monetaria. Intervenendo sui media, il Tesoriere ha definito tali affermazioni “politicamente motivate”, sostenendo che i dati economici raccontano una storia diversa. Secondo Chalmers, infatti, la sorpresa per la Reserve Bank negli ultimi mesi dell’anno sarebbe arrivata soprattutto dalla ripresa più rapida del previsto della domanda privata, mentre la domanda pubblica avrebbe mostrato segnali di rallentamento.
L’opposizione, tuttavia, ha una lettura opposta. Il ministro ombra per le Relazioni Industriali e l’Occupazione, Tim Wilson, ha accusato il Tesoriere di non comprendere appieno il proprio ruolo, arrivando a suggerire che dovrebbe “sedersi con un libro di testo”. Wilson ha richiamato le parole pronunciate dalla governatrice Bullock durante un’audizione davanti alla Commissione parlamentare per l’Economia, nelle quali la spesa pubblica veniva indicata come uno dei fattori che contribuiscono all’inflazione e, di conseguenza, agli aumenti dei tassi.
Secondo l’opposizione, l’attuale politica economica starebbe mascherando una crisi dell’occupazione nel settore privato, compensata da un massiccio intervento dello Stato. A loro avviso, una quota significativa dei posti di lavoro sarebbe sostenuta direttamente o indirettamente dalla spesa pubblica, creando una distorsione nel mercato del lavoro e alimentando la crescita dei prezzi.
Chalmers ha però ribadito che il punto centrale non è la semplice crescita della spesa, bensì il suo contributo effettivo alla domanda complessiva dell’economia. Ha inoltre accusato liberali e nazionali di incoerenza, ricordando che in passato sostenevano politiche con deficit e debito più elevate.
