Il Quirinale ha ospitato lo scorso 27 gennaio la cerimonia ufficiale per il Giorno della Memoria, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, della premier Giorgia Meloni, della senatrice Liliana Segre e dei sopravvissuti Edith Bruck e Sami Modiano.
Nel suo intervento, Mattarella ha sottolineato l’urgenza di un’azione rigorosa da parte delle autorità europee contro il razzismo e l’antisemitismo, fenomeni che, secondo il Capo dello Stato, continuano a rappresentare un “indice di alta pericolosità”.
Il Presidente ha ricordato la Shoah come risultato di una menzogna storica che, partendo dai circoli fascisti e nazisti, ha trasformato l’antico pregiudizio antiebraico in una catena di persecuzioni e stermini, culminata nei campi di Auschwitz.
“Da italiani, rievochiamo con angoscia la discriminazione, la deportazione e la morte dei nostri concittadini ebrei, vittime delle leggi razziali fasciste e della complicità di tanti cittadini”, ha aggiunto Mattarella.
Il Presidente ha ricordato che la Repubblica Italiana e la sua Costituzione sono nate proprio per respingere ideologie disumane e sanguinarie e ha ribadito che “nella Repubblica non c’è posto per chi coltiva odio e violenza”.
La premier Meloni ha riaffermato l’impegno del governo nel contrastare ogni forma di antisemitismo: “Purtroppo, a distanza di molti anni, questo morbo torna a diffondersi. Oggi ribadiamo il nostro impegno per difendere libertà e rispetto, valori fondamentali della coesione sociale”.
