Andrew Mountbatten-Windsor porta la polizia in tribunale: contestati i mandati di perquisizione nel caso Epstein

L’ex principe britannico avvia un’azione legale contro la Thames Valley Police dopo l’arresto dello scorso febbraio. Chiede a un giudice di verificare la legittimità dei mandati di perquisizione utilizzati nell’indagine sulla presunta diffusione di documenti governativi riservati a Jeffrey Epstein. L’inchiesta per misconduct in public office resta aperta.

Andrew Mountbatten-Windsor ha avviato un’azione legale contro la polizia britannica nell’ambito dell’indagine collegata ai cosiddetti Epstein files.

L’ex principe, fratello minore di re Carlo III, ha chiesto a un giudice di esaminare la legittimità dei mandati di perquisizione ottenuti dalla polizia prima del suo arresto avvenuto nel febbraio scorso.

L’udienza è prevista per giovedì.

La Thames Valley Police ha confermato l’esistenza del procedimento giudiziario, precisando che parallelamente continua l’indagine per presunta cattiva condotta nell’esercizio di una funzione pubblica.

Al centro del caso ci sono alcuni documenti che, secondo gli investigatori, potrebbero essere stati trasmessi a Jeffrey Epstein quando Mountbatten-Windsor ricopriva l’incarico di rappresentante speciale britannico per il commercio internazionale.

L’arresto nel giorno del suo 66esimo compleanno

Mountbatten-Windsor era stato arrestato nella sua abitazione nel Norfolk nel febbraio scorso, proprio nel giorno del suo 66esimo compleanno.

L’ipotesi investigativa riguarda il reato di misconduct in public office, nell’ambito di accertamenti sulle attività svolte durante il periodo in cui rappresentava il Regno Unito nel settore del commercio e degli investimenti, tra il 2001 e il 2011.

Dopo l’arresto era stato interrogato per quasi dodici ore e successivamente rilasciato mentre le indagini proseguivano.

Non è stata formulata nei suoi confronti alcuna condanna e la contestazione dei mandati di perquisizione riguarda precisamente la legalità delle procedure utilizzate dagli investigatori prima dell’arresto.

Le email emerse dagli Epstein files

La nuova indagine è nata dopo la pubblicazione da parte del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti di milioni di documenti relativi a Jeffrey Epstein.

Tra il materiale comparivano alcune email che sembrerebbero indicare che Mountbatten-Windsor avrebbe inoltrato a Epstein nel 2010 informazioni considerate sensibili.

La presenza di un nome all’interno degli Epstein files, tuttavia, non costituisce di per sé prova di un comportamento illecito.

Il punto specifico sul quale stanno lavorando gli investigatori britannici riguarda l’eventuale trasmissione di informazioni riservate ottenute nell’esercizio dell’incarico pubblico.

I rappresentanti commerciali britannici sono infatti tenuti alla riservatezza sulle informazioni sensibili di carattere politico, economico e commerciale alle quali hanno accesso.

L’ex principe ha sempre negato illeciti

Mountbatten-Windsor ha sempre negato di aver commesso illeciti nel rapporto con Epstein, pur avendo in passato dichiarato di essersi pentito dell’amicizia con il finanziere statunitense.

Dopo l’arresto non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche.

Nel 2011 aveva lasciato l’incarico di rappresentante speciale britannico per il commercio, in un momento in cui i suoi rapporti con Epstein erano già oggetto di forte attenzione pubblica.

Il reato di misconduct in public office può riguardare diverse forme di grave abuso di una funzione pubblica, compresa la diffusione non autorizzata di informazioni riservate.

Un caso senza precedenti nella monarchia moderna

La vicenda assume una dimensione particolarmente significativa per la famiglia reale britannica.

Secondo quanto riportato, sarebbe la prima volta dal processo a Carlo I nel 1649 che un membro della famiglia reale contesta davanti a un tribunale la legittimità di un procedimento penale che lo riguarda.

Anche l’arresto di un membro così anziano della famiglia reale rappresenta un evento senza precedenti nell’epoca moderna.

Mountbatten-Windsor aveva perso titoli e onorificenze reali nell’ottobre 2025.

Re Carlo III, dopo l’arresto del fratello, aveva espresso profonda preoccupazione e assicurato alle autorità la piena collaborazione della famiglia reale.

Un secondo filone sotto esame

La Thames Valley Police starebbe inoltre valutando una distinta segnalazione relativa a una donna che, secondo il suo legale, sarebbe stata portata nel 2010 in un’abitazione di Windsor dopo essere stata inviata nel Regno Unito da Jeffrey Epstein.

Anche su questo punto non risultano, sulla base delle informazioni disponibili, conclusioni giudiziarie definitive.

L’attenzione immediata è ora concentrata sull’udienza di giovedì.

Il giudice dovrà valutare le contestazioni presentate dai legali di Andrew Mountbatten-Windsor sulla legittimità dei mandati che hanno preceduto perquisizioni e arresto.

L’indagine penale, nel frattempo, continua.