Tutti britannici, tra i 23 e i 25 anni e residenti a Londra. Restano sottoposti a restrizioni mentre gli investigatori verificano anche possibili collegamenti con uno Stato straniero. Teheran nega qualsiasi coinvolgimento.
A cura della redazione online
I cinque uomini arrestati vicino alla base aerea di RAF Fairford, nel Gloucestershire, sono stati rilasciati su cauzione, ma restano sotto indagine. La polizia antiterrorismo britannica ha confermato che si tratta di cittadini del Regno Unito, residenti a Londra, di età compresa tra i 23 e i 25 anni.
Il rilascio, annunciato dopo interrogatori e accertamenti, prevede condizioni rigorose sugli spostamenti e sui contatti con altre persone. Il responsabile nazionale dell’antiterrorismo, Laurence Taylor, ha precisato che la decisione non chiude l’inchiesta, che prosegue attraverso diverse piste investigative.
Gli arresti erano scattati nelle prime ore del 27 settembre, dopo la segnalazione di tre veicoli sospetti nei pressi dell’installazione militare, utilizzata anche dall’aviazione statunitense per operazioni in Medio Oriente. I cinque erano stati fermati per sospette violazioni della normativa sugli esplosivi e, successivamente, per il sospetto di preparazione di un atto terroristico.
I mezzi sono stati sottoposti a verifiche approfondite con il supporto di specialisti militari e della polizia scientifica. Le informazioni rese pubbliche non consentono ancora di ricostruire compiutamente l’eventuale piano, la natura dei materiali sospetti e le responsabilità dei singoli.
L’intervento ha comportato l’evacuazione precauzionale di 85 abitazioni nel vicino villaggio di Whelford. Le autorità hanno annunciato il progressivo rientro dei residenti, mentre gli investigatori continuano a operare nell’area.
Uno dei punti più delicati riguarda l’eventuale coinvolgimento di soggetti legati a un governo straniero. Taylor ha spiegato che gli inquirenti considerano anche la possibilità di persone che abbiano agito, consapevolmente o meno, per conto di uno Stato. Nessuna responsabilità internazionale è stata però accertata pubblicamente. L’ambasciata iraniana a Londra ha respinto categoricamente le ipotesi di un coinvolgimento di Teheran.
Il primo ministro Andy Burnham ha annunciato una riunione del comitato d’emergenza Cobra per esaminare il quadro complessivo della situazione, mantenendo riserbo sui dettagli dell’operazione.
Nel frattempo, il racconto della residente che ha dato l’allarme ha aperto una polemica sulla sicurezza. La donna, una proprietaria di una fattoria della zona, ha riferito di aver notato uomini incappucciati e mascherati vicino a tre furgoni bianchi. Secondo la sua testimonianza, il gruppo si sarebbe disperso quando lei si è avvicinata.
Dopo un tentativo di contattare il ministero della Difesa, la residente ha chiamato il numero d’emergenza 999. La donna sostiene che la sua segnalazione sia stata determinante e contesta la possibilità che veicoli sospetti abbiano raggiunto una zona così vicina alle abitazioni.
Il ministro della Difesa Wes Streeting ha invitato alla prudenza, osservando che la testimone dispone di una visione parziale dell’operazione e che molte informazioni investigative non possono essere divulgate.
Resta quindi aperto il confronto sulle misure di protezione della base e dei villaggi circostanti. Sul piano giudiziario, i cinque sono sospettati ancora sotto indagine: il rilascio non equivale all’archiviazione, così come gli arresti non costituiscono una prova di colpevolezza.
