Nel pieno della raccolta firme per le elezioni COMITES 2026 in Brasile, una denuncia segnala un presunto tentativo di orientare cittadini verso una lista collegata al MAIB. Gli interessati hanno smentito.
Nel pieno della corsa alle elezioni COMITES 2026, in Brasile arriva una denuncia che riguarda proprio la raccolta delle firme necessarie per presentare le liste.
A Vitória, nello Stato di Espírito Santo, il presentatore della lista “Noi Italiani Giustizia e Libertà”, Andrea Lanzi, ha segnalato alle autorità consolari un presunto tentativo di orientare cittadini presenti nella sede consolare verso una formazione indicata nella denuncia come MAIEB e riconducibile al MAIB.
La segnalazione riguarda anche l’utilizzo di materiale identificativo e indica alcuni nominativi. Ma la denuncia non è un accertamento.
Il presidente del COMITES di Rio, Jobson Freitas Caraffa, ha negato l’accaduto, sostenendo che non sarebbero stati distribuiti volantini e che il gruppo avrebbe utilizzato soltanto adesivi con la sigla MAIB.
È quindi necessario mantenere distinti fatti, accuse e smentite.
Un elemento, però, è documentato e aiuta a capire il contesto.
Come evidenziato dal giornale brasiliano “Insieme”, il MAIB è stato lanciato il 21 agosto durante il congresso MAIE di Curitiba, alla presenza del presidente MAIE Ricardo Merlo, del deputato Franco Tirelli, della dirigente MAIE Luciana Laspro e di Walter Petruzziello, tra i promotori del nuovo movimento.
La lista MAIB presentata a Curitiba conta poi 22 candidati ed è guidata dallo stesso Petruzziello.
E proprio Petruzziello ha spiegato che la nuova sigla serve a dare alle liste un’identità brasiliana distinta da quella del MAIE, precisando però che non si tratta di una rottura con il movimento di Merlo.
Il collegamento politico è dunque documentato; non lo è invece l’affermazione che MAIB e MAIE siano giuridicamente la stessa organizzazione.
Resta ora il punto più delicato della vicenda di Vitória.
La raccolta delle firme deve avvenire nel rispetto delle regole e le autorità consolari hanno il compito di verificarne l’autenticità e la regolarità, mentre il Comitato Elettorale Circoscrizionale dovrà controllare le liste e le sottoscrizioni.
Se un’attività di orientamento improprio o di pressione venisse accertata, spetterebbe alle autorità competenti stabilire quali conseguenze previste dalla normativa possano derivarne.
Per ora non è possibile parlare di irregolarità accertata.
Ma una denuncia presentata nel pieno della competizione merita di essere verificata.
Perché quando si raccolgono le firme per entrare in una gara elettorale, la prima regola dovrebbe essere semplice: che nessuno corra con il campo già inclinato.
