Presentato alla Farnesina il rapporto sull’internazionalizzazione delle società italiane di ingegneria, architettura e consulenza tecnica. In cinque anni le imprese presenti sui mercati esteri sono aumentate del 73%. Il sottosegretario Massimo Dell’Utri sottolinea il ruolo strategico del settore e la collaborazione con la rete diplomatico-consolare italiana.
A cura della Redazione – Allora! Online
L’ingegneria italiana continua a rafforzare la propria presenza sui mercati internazionali, confermandosi uno dei settori strategici per la competitività economica del Paese e per la diffusione delle competenze tecnologiche e professionali del Made in Italy.
È quanto emerge dal Rapporto OICE 2026, presentato il 20 ottobre alla Farnesina, dedicato all’attività internazionale delle società italiane di ingegneria, architettura e consulenza tecnica.
I dati fotografano un comparto in espansione, capace di consolidare la propria posizione nei grandi progetti infrastrutturali e industriali realizzati all’estero.
Nel 2025, il fatturato estero delle imprese associate a OICE ha raggiunto circa 2,2 miliardi di euro, rappresentando il 40% del fatturato complessivo.
Un dato significativo, che dimostra quanto i mercati internazionali siano diventati fondamentali per la crescita delle società italiane del settore.
Ancora più importante è l’incremento del numero delle imprese internazionalizzate: negli ultimi cinque anni è cresciuto del 73%, a conferma di un processo di espansione che coinvolge un numero sempre maggiore di operatori.
Dell’Utri: l’ingegneria italiana protagonista dei grandi progetti internazionali
Alla presentazione del rapporto ha partecipato il sottosegretario agli Affari Esteri Massimo Dell’Utri, intervenuto su delega del ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Nel suo intervento, Dell’Utri ha valorizzato il contributo delle società italiane di ingegneria, architettura e consulenza tecnica alla promozione dell’eccellenza nazionale sui mercati esteri.
Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo delle imprese associate a OICE nella realizzazione di grandi progetti internazionali nei settori delle infrastrutture, dei trasporti, dell’energia e delle costruzioni.
Si tratta di comparti nei quali le competenze progettuali e tecnologiche rappresentano elementi determinanti per la partecipazione alle grandi commesse internazionali.
L’attività di queste società, inoltre, non si limita alla progettazione.
La loro presenza sui mercati esteri può favorire l’ingresso di altre imprese italiane, creando opportunità anche per aziende manifatturiere, fornitori di tecnologie, produttori di materiali e operatori specializzati.
L’ingegneria diventa così uno strumento di promozione economica capace di accompagnare l’espansione di intere filiere produttive nazionali.
Il 40% del fatturato arriva dall’estero
Uno degli elementi più rilevanti del Rapporto OICE 2026 riguarda il peso crescente dei mercati internazionali sul fatturato delle imprese associate.
Nel 2025, le attività all’estero hanno generato circa 2,2 miliardi di euro, corrispondenti al 40% del totale.
In termini economici, significa che quattro euro ogni dieci fatturati dalle imprese considerate provengono da attività realizzate oltre i confini italiani.
Il dato evidenzia una trasformazione strutturale del settore.
Le società italiane non operano più soltanto come fornitori di servizi per il mercato nazionale, ma partecipano sempre più frequentemente a programmi di sviluppo, opere pubbliche e investimenti industriali su scala internazionale.
La crescente domanda mondiale di infrastrutture moderne, reti di trasporto, sistemi energetici e servizi di progettazione offre prospettive importanti alle aziende dotate di competenze specialistiche.
Il rapporto conferma quindi come l’internazionalizzazione rappresenti ormai una componente centrale delle strategie di crescita dell’ingegneria italiana.
In cinque anni aumentate del 73% le imprese internazionalizzate
Accanto al fatturato, il rapporto registra un altro risultato particolarmente significativo.
Il numero delle società associate presenti sui mercati esteri è aumentato del 73% nell’arco di cinque anni.
L’incremento dimostra che l’espansione internazionale non riguarda esclusivamente un gruppo ristretto di grandi imprese già consolidate.
Un numero crescente di società italiane sta cercando opportunità oltre i confini nazionali, ampliando i propri rapporti commerciali e partecipando a progetti internazionali.
Questo processo può contribuire a rafforzare la competitività dell’intero comparto, favorendo l’acquisizione di esperienze, competenze e relazioni professionali in mercati differenti.
L’accesso alle commesse internazionali comporta tuttavia anche sfide importanti, legate alla conoscenza delle normative locali, alla partecipazione alle gare, alla gestione dei contratti e alla capacità di operare in contesti economici e istituzionali complessi.
È proprio in questo ambito che il rapporto evidenzia il ruolo delle istituzioni italiane.
La diplomazia della crescita e il ruolo della Farnesina
La presenza delle imprese italiane nel mondo viene sostenuta attraverso quella che il Ministero degli Esteri definisce diplomazia della crescita.
Il modello si basa sulla collaborazione tra la Farnesina, la rete delle ambasciate e dei consolati e le agenzie che compongono il Sistema Italia.
L’obiettivo è accompagnare le imprese nei processi di internazionalizzazione, facilitando i rapporti con le istituzioni straniere e contribuendo alla conoscenza delle opportunità economiche disponibili nei diversi mercati.
I dati del Rapporto OICE 2026 indicano che questa collaborazione è considerata importante dalle stesse aziende.
Secondo lo studio, l’82% delle imprese intervistate riconosce al sistema istituzionale italiano un ruolo concreto nel facilitare le proprie attività internazionali.
Si tratta di un risultato che conferma il valore attribuito dagli operatori economici al sostegno pubblico.
La rete diplomatico-consolare può infatti svolgere una funzione di collegamento tra le imprese e le autorità dei Paesi nei quali vengono realizzati investimenti e opere infrastrutturali.
Una collaborazione particolarmente importante per un settore nel quale molti progetti dipendono da decisioni governative, programmi di investimento pubblico e finanziamenti internazionali.
Accordo con le Nazioni Unite: nuove opportunità per le imprese italiane
Tra le prospettive illustrate durante la presentazione figura anche il prossimo memorandum d’intesa tra OICE e il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, conosciuto con la sigla UNDP.
L’iniziativa è stata accolta favorevolmente dal sottosegretario Dell’Utri.
L’obiettivo dichiarato è ampliare le opportunità di collaborazione internazionale per le società italiane di ingegneria, architettura e consulenza tecnica.
Il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo opera in numerosi Paesi attraverso iniziative riguardanti la crescita economica, le infrastrutture, lo sviluppo sostenibile e il rafforzamento delle capacità istituzionali.
Una collaborazione con OICE potrebbe quindi facilitare nuove occasioni di partecipazione delle imprese italiane a progetti collegati alla cooperazione internazionale.
Il memorandum, secondo quanto comunicato dalla Farnesina, deve ancora essere sottoscritto.
Sarà pertanto necessario attendere la definizione dei suoi contenuti per conoscere le modalità operative e le opportunità concrete previste dall’accordo.
Infrastrutture, energia e trasporti: i settori strategici
Il Rapporto OICE conferma l’importanza delle competenze italiane in settori fondamentali per lo sviluppo economico internazionale.
Le grandi infrastrutture rappresentano un ambito particolarmente rilevante, considerando gli investimenti necessari alla modernizzazione delle reti di trasporto, dei sistemi energetici e delle strutture urbane.
Le società di ingegneria e architettura svolgono un ruolo essenziale nella progettazione, nella pianificazione e nella gestione tecnica di queste opere.
La presenza italiana in tali attività contribuisce a rafforzare il posizionamento del Made in Italy anche in comparti meno immediatamente visibili rispetto ai tradizionali prodotti manifatturieri.
Accanto alla moda, all’alimentazione e al design, l’Italia esporta infatti competenze professionali, capacità progettuale e servizi tecnologici ad alto valore aggiunto.
Un patrimonio economico e professionale che può creare nuove opportunità per l’intero sistema produttivo nazionale.
Il ruolo delle ambasciate e dei consolati nel sostegno alle imprese
Uno degli aspetti più interessanti del rapporto riguarda il riconoscimento del ruolo delle istituzioni italiane nei processi di espansione internazionale.
L’82% delle aziende intervistate considera concreto il contributo del sistema pubblico al sostegno delle attività estere.
Questo dato evidenzia come la diplomazia economica rappresenti una funzione sempre più importante dell’azione internazionale dell’Italia.
Le ambasciate e i consolati non costituiscono soltanto punti di riferimento per i cittadini italiani residenti all’estero, ma partecipano anche alle attività di promozione commerciale ed economica.
Attraverso la collaborazione con gli organismi specializzati del Sistema Italia, possono contribuire a creare collegamenti istituzionali, favorire occasioni di confronto e sostenere l’accesso delle aziende a nuovi mercati.
Il risultato è particolarmente significativo per le imprese che non dispongono autonomamente di strutture internazionali consolidate.
Per queste realtà, il supporto istituzionale può rappresentare un elemento importante nella valutazione delle opportunità di espansione.
L’ingegneria italiana come ambasciatrice del Made in Italy
La crescente presenza delle società associate a OICE sui mercati internazionali evidenzia una componente dell’economia italiana che spesso riceve meno attenzione rispetto ai settori tradizionalmente associati al Made in Italy.
L’esportazione di servizi di ingegneria, architettura e consulenza tecnica rappresenta invece una forma di internazionalizzazione ad alto contenuto professionale.
Ogni grande progetto realizzato all’estero può contribuire a consolidare la reputazione delle competenze italiane e aprire nuove possibilità di collaborazione con imprese e istituzioni internazionali.
Il rapporto presentato alla Farnesina fotografa quindi un settore che continua a espandersi e che considera sempre più importanti le opportunità offerte dai mercati mondiali.
Ma evidenzia anche la necessità di mantenere una collaborazione efficace tra settore privato e istituzioni pubbliche.
Una crescita che rafforza la presenza economica italiana nel mondo
I risultati del Rapporto OICE 2026 rappresentano un segnale positivo per l’internazionalizzazione dell’economia italiana.
Un fatturato estero di 2,2 miliardi di euro, pari al 40% del totale, e un aumento del 73% delle società internazionalizzate in cinque anni descrivono un comparto che ha rafforzato la propria proiezione internazionale.
Il riconoscimento del supporto istituzionale da parte dell’82% delle imprese intervistate conferma inoltre il valore della collaborazione tra aziende, Farnesina e rete diplomatico-consolare.
Il prossimo accordo con il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo potrebbe rappresentare un ulteriore passaggio verso nuove opportunità internazionali.
Il messaggio emerso dalla presentazione alla Farnesina è chiaro: il Made in Italy non si esporta soltanto attraverso prodotti e merci, ma anche attraverso idee, progettazione, tecnologia e competenze professionali.
In un’economia mondiale nella quale infrastrutture, energia e innovazione assumono un ruolo sempre più strategico, l’ingegneria italiana si conferma uno degli strumenti attraverso i quali il Paese può rafforzare la propria presenza internazionale.
Fonte: Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, comunicato del 20 ottobre 2026.

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