Melbourne, il Comune abbandona la campagna per cambiare la data dell’Australia Day

a cura della Redazione online

La City of Melbourne cambia linea sull’Australia Day. Il consiglio comunale ha votato per interrompere la campagna ufficiale con cui, dal 2022, chiedeva al governo federale di spostare la giornata nazionale australiana dal 26 gennaio a un’altra data.

Dopo circa un’ora di dibattito, i consiglieri hanno deciso che il Comune riconoscerà il 26 gennaio come Australia Day e che l’eventuale scelta di modificare la data dovrà essere affrontata a livello federale, non nelle stanze del municipio di Melbourne.

Si tratta di un significativo cambio di posizione rispetto al 2022, quando il consiglio aveva deciso di sostenere ufficialmente la campagna per il cambiamento della data. Quella scelta era arrivata dopo una consultazione nella quale quasi il 60 per cento dei residenti partecipanti si era espresso favorevolmente.

Il Lord Mayor Nicholas Reece ha votato a favore della nuova linea, pur mantenendo una posizione personale diversa. Reece ha infatti ribadito di ritenere che l’Australia dovrebbe, prima o poi, trovare una giornata nazionale capace di riunire maggiormente il Paese.

Il sindaco ha riconosciuto anche il significato doloroso che il 26 gennaio continua ad avere per molti Aboriginal Australians, per i quali la giornata viene ricordata come Invasion Day e collegata all’inizio della colonizzazione britannica.

Il punto, secondo Reece, è però soprattutto istituzionale: non spetta alla City of Melbourne decidere quando l’Australia debba celebrare la propria festa nazionale.

La nuova posizione non significa che il Comune rinuncerà alle iniziative dedicate alle comunità Aboriginal e Torres Strait Islander.

Continueranno infatti eventi come lo Share the Spirit Festival, dedicato alle culture delle First Nations, e il Day of Mourning dawn service organizzato a Camp Sovereignty nei Domain Gardens.

Parallelamente, Melbourne continuerà a celebrare il 26 gennaio con la tradizionale cerimonia per il conferimento della cittadinanza australiana e potrebbe ampliare il programma con barbecue comunitari, manifestazioni culturali e iniziative multiculturali.

Sul tavolo c’è anche una novità significativa: il possibile ritorno dell’Australia Day Parade nel centro della città.

La parata, un tempo finanziata dal governo del Victoria, era stata sospesa durante la pandemia e non era più stata ripristinata. Il consiglio comunale valuterà ora se esistano le risorse necessarie per riportare la manifestazione nelle strade di Melbourne.

La consigliera Gladys Liu, favorevole alla nuova posizione, ha sostenuto che il Comune dovrebbe concentrarsi soprattutto su ciò che rientra direttamente nelle proprie competenze: organizzare eventi, favorire la partecipazione della comunità e rendere il 26 gennaio una giornata nella quale anche i nuovi cittadini possano sentirsi coinvolti.

Liu ha comunque riconosciuto che il 26 gennaio continua a dividere profondamente l’opinione pubblica australiana e che devono essere rispettate sia le persone che vogliono celebrare Australia Day sia quelle che scelgono di vivere la giornata come un momento di lutto e riflessione.

La decisione approvata dal consiglio non impedirà ai singoli rappresentanti comunali di continuare personalmente a sostenere la campagna per cambiare la data.

La differenza sostanziale è che questa richiesta non rappresenterà più la posizione ufficiale della City of Melbourne.

Il dibattito sul 26 gennaio, quindi, non scompare. Melbourne sceglie semplicemente di uscire dalla battaglia istituzionale sul “change the date”, riconoscendo che la decisione finale appartiene alla politica federale.

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