Una delegazione commerciale statunitense guidata dal segretario al Tesoro Scott Bessent e dal rappresentante per il Commercio Jamieson Greer ha concluso a Parigi due giorni di colloqui con i pari cinesi, in vista del vertice tra il presidente statunitense Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping, previsto a Pechino tra due settimane.
Nel primo resoconto ufficiale diffuso da Washington, Bessent ha definito gli incontri «molto buoni», evidenziando un clima di dialogo costruttivo che potrebbe gettare le basi per accordi concreti in settori strategici e facilitare una nuova fase di cooperazione economica tra le due superpotenze. I colloqui parigini hanno visto la delegazione americana confrontarsi con il vicepremier cinese He Lifeng e il capo negoziatore commerciale Li Chenggang. Tra le questioni principali, gli Stati Uniti hanno ribadito l’importanza di un aumento delle importazioni di aerei di linea Boeing da parte di Pechino, così come di carbone, petrolio e gas naturale statunitensi. Queste richieste riflettono la strategia di Washington volta a riequilibrare il deficit commerciale con la Cina e a sostenere settori industriali chiave dell’economia americana, rafforzando al contempo la posizione strategica degli USA sui mercati globali.
Il ciclo di incontri di Parigi segue discussioni precedenti a Ginevra, Londra, Stoccolma, Madrid e Kuala Lumpur, finalizzate a stabilizzare i rapporti bilaterali dopo l’inasprimento dei dazi introdotti lo scorso anno. L’obiettivo principale è creare un quadro di negoziazione costruttivo, capace di ridurre le tensioni commerciali accumulate negli ultimi anni e prevenire possibili escalation. Secondo fonti interne, gli interlocutori cinesi si sarebbero mostrati disponibili ad aumentare gli acquisti agricoli dagli Stati Uniti, comprese carni avicole, manzo e colture diverse dalla soia.
Confermata l’intenzione di acquistare 25 milioni di tonnellate l’anno di semi di soia americani per tre anni, misura destinata a influenzare il mercato agricolo globale e le catene di approvvigionamento agroalimentari internazionali.
Oltre agli accordi tradizionali, le delegazioni hanno discusso la creazione di meccanismi formali per gestire commercio e investimenti nei settori non sensibili. Tra le proposte emerse, un US-China “Board of Trade” e un “Board of Investment”, strutture pensate per monitorare e facilitare le relazioni economiche bilaterali. Questi strumenti potrebbero ridurre le tensioni future, migliorare la trasparenza delle transazioni e creare piattaforme stabili per risolvere eventuali controversie commerciali prima che degenerino in conflitti più ampi, offrendo maggiore prevedibilità agli operatori internazionali e favorendo un ambiente più sicuro per investimenti e partnership.
Significativo progresso è stato segnalato sul fronte dei minerali critici. Washington ha richiesto maggiore accesso all’ittrio, terra rara essenziale per turbine dei motori a reazione. Secondo quanto riferito, le parti hanno individuato modalità per allentare le restrizioni esistenti, un passo rilevante per la sicurezza della catena di approvvigionamento americana, riducendo la dipendenza estera in settori strategici come aerospazio, difesa e tecnologia avanzata, garantendo stabilità produttiva e rafforzando la leadership tecnologica degli Stati Uniti.
Bessent ha precisato che eventuali risultati concreti saranno confermati e approvati dai due presidenti durante il vertice di Pechino, in programma dal 31 marzo al 2 aprile. La visita di Trump segnerà la prima di un presidente statunitense in carica in Cina da quasi un decennio, dopo il viaggio di novembre 2017. La portata simbolica è significativa, non solo per i negoziati commerciali, ma anche per la percezione globale delle relazioni tra le due superpotenze, in un momento in cui tensioni commerciali, geopolitica e sicurezza internazionale si intrecciano.
Il contesto resta complesso. I negoziati si svolgono sullo sfondo della guerra in corso in Iran, che ha compromesso il transito attraverso lo stretto di Hormuz, nodo strategico da cui passa gran parte del petrolio importato dalla Cina e circa il 20% del commercio mondiale di greggio. Trump ha lasciato intendere che la visita a Pechino potrebbe essere rinviata se la Cina non sostenesse la missione navale statunitense volta a scortare le petroliere lungo lo stretto. Bessent ha chiarito che un eventuale rinvio sarebbe legato solo a motivazioni logistiche e non a pressioni sulla Cina, sottolineando che la decisione finale spetta al presidente, in qualità di comandante in capo, considerando la crisi iraniana, la sicurezza delle rotte commerciali e la stabilità dei mercati energetici globali.
La delegazione americana sarà accompagnata dal segretario di Stato Marco Rubio, nonostante le sanzioni imposte dalla Cina nel 2020 per le sue posizioni su Hong Kong e Xinjiang. La presenza di Rubio, noto come ex falco verso Pechino, riflette la linea dell’amministrazione Trump tra apertura economica e priorità di sicurezza nazionale. La partecipazione di figure politiche con esperienza diretta nei confronti della Cina indica l’intento di Washington di affrontare le trattative con pragmatismo economico e attenzione strategica, bilanciando interessi commerciali, sicurezza e relazioni diplomatiche.
Con i colloqui di Parigi conclusi e il vertice di Pechino alle porte, l’attenzione si concentrerà su come il clima positivo descritto da Bessent si tradurrà in impegni concreti.
Aeronautica, energia, agricoltura e minerali critici saranno al centro della discussione, con l’obiettivo di consolidare relazioni più stabili e prevedibili. Se il vertice confermasse i progressi emersi a Parigi, potrebbe segnare una svolta significativa nei rapporti economici USA-Cina, riducendo le tensioni accumulate negli ultimi anni e creando opportunità di cooperazione in settori strategici a livello globale, rafforzando fiducia degli investitori e stabilità dei mercati.
