La stampa italiana fuori dal Sistema Italia 

di Emanuele Esposito 

Il 24-25 settembre l’Ambasciata ha riunito il Sistema Italia e le principali aziende italiane in Australia per discutere le relazioni economiche bilaterali e il Piano per l’Export. 

Un confronto importante, che mi suggerisce una domanda all’ambasciatore: perché i media italiani presenti in Australia non vengono ufficialmente invitati a far conoscere le problematiche che devono affrontare per continuare ad operare? 

Ogni giorno giornali e radio raccontano l’Italia, promuovono la lingua, danno spazio alla cultura, alle associazioni e alle imprese. Dietro quelle pagine e quei microfoni ci sono redazioni, persone che lavorano e vivono il territorio, ascoltano la comunità e ne conoscono aspettative e difficoltà. 

Credo che questa esperienza meriti un posto al tavolo, accanto alle istituzioni e alle camere di commercio. Potremmo portare domande, osservazioni e proposte concrete, anche sul rapporto fra cultura, comunicazione e promozione del Made in Italy. 

Chiederci, dopo gli incontri, di pubblicare i comunicati stampa rischia invece di ridurre il nostro ruolo a quello di un’agenzia di marketing. Una redazione ha una propria autonomia, responsabilità e capacità critica. Per questo rivolgo all’ambasciatore una richiesta di considerare la stampa italiana parte attiva di questo dialogo. Il nostro contributo potrebbe aiutare a comprendere meglio come l’Italia viene percepita e vissuta in Australia. Sarebbe utile conoscere come poter offrire il contributo dal settore editoriale. Il Sistema Italia dovrebbe ascoltare anche chi, ogni giorno, gli dà voce. 

Questo confronto permetterebbe di valorizzare competenze, esperienze e punti di vista maturati quotidianamente sul territorio australiano.