Continuano a salire i numeri di Allora! I club ci chiedono più copie e i dati di Google Analytics rivelano centinaia di migliaia di lettori sui nostri articoli pubblicati nel quotidiano online. Numeri che fanno piacere, certo, ma che raccontano qualcosa di più profondo, ovvero il desiderio delle persone di sentirsi parte di una comunità autentica, capace di parlare con sincerità del presente e del futuro senza usare nessuno per i propri profitti.
Crescere non significa soltanto aumentare le statistiche. Crescere vuol dire conquistare fiducia. Ogni nuova copia richiesta, ogni articolo condiviso, ogni commento ricevuto rappresenta una piccola conferma del lavoro fatto con passione e continuità. Dietro questi risultati ci sono volti, idee, incontri, discussioni, tempo dedicato. C’è la volontà di costruire uno spazio dove le parole non siano rumore, ma occasione di dialogo.
Siamo consapevoli che ciò che si semina con cura può generare interesse, partecipazione e perfino entusiasmo. Siamo ben consapevoli che probabilmente non per molto vedremo una generazione di persone che scelgono di leggere la carta stampata e confrontarsi davanti al giornale cartaceo bevendo una tazza di caffè al bar.
Per questo anche Allora! sceglie di investire nella tecnologia, per offrire un’informazione autentica a chiunque abbia ancora fame di contenuti veri, di riflessioni che non si fermano alla superficie, di storie che aiutano a comprendere meglio ciò che accade intorno a noi, giorno dopo giorno.
L’anno scorso abbiamo lanciato la nostra “Anteprima di Allora!”, un podcast che il giorno prima dell’uscita del giornale fa conoscere il meglio di ogni edizione. Di questo devo dire grazie ad Emanuele Esposito, che ha voluto mettere a disposizione della nostra comunità la sua esperienze e le sue competenze nell’ambito della radio e del digitale.
Stiamo ancora crescendo, ma non per questo bisogna cedere alla tentazione della superficialità o della ricerca facile del consenso. Al contrario, è proprio ora che occorre restare fedeli ai valori che hanno permesso di arrivare fin qui: curiosità, libertà di pensiero, rispetto delle idee e desiderio di costruire ponti invece che muri.
