“Per una volta vi invito ad alzare il capo e guardarvi attorno, negli occhi,” sono state le parole del mio preside qualche settimana fa, invitando noi dell’esecutivo d’istituto a riconoscere il valore collettivo di un gruppo di dirigenti che cresce attraverso il confronto.
Un invito che, a mio avviso, risuona con particolare forza anche per la nostra comunità italiana. Se vogliamo continuare a far valere le nostre istanze e dare voce alle problematiche che attraversano la nostra collettività in un contesto multiculturale dove vivono oltre 270 comunità etniche, è necessario creare un luogo che ci permetta di andare oltre le divergenze spicciole.
Occorre costruire uno spazio condiviso, solido e democratico, in cui i disaccordi, inevitabili in ogni realtà viva e dinamica, non diventino ostacoli, ma occasioni di crescita e chiarificazione. Abbiamo bisogno di un luogo dove tutte le istanze siano ascoltate e dove si possano mettere in campo strumenti di sostegno invece che di esclusione.
Solo attraverso un impegno comune, su una visione più ampia e condivisa, possiamo rappresentare con credibilità e forza l’insieme delle realtà che operano per il bene della nostra comunità italiana d’Australia. È nell’unità, più che nella frammentazione, che risiede la nostra capacità di incidere, di essere ascoltati e di costruire un futuro all’altezza delle sfide che ci attendono.
Ha detto bene l’Ambasciatore d’ Italia in Australia Nicola Lener, durante un incontro pubblico, invitando i presenti ad elevare il livello del nostro operato collettivo e rafforzare il ruolo della nostra comunità nel contesto più ampio in cui viviamo.
Non possiamo rimanere arroccati a una visione nostalgica della nostra comunità italiana, legata esclusivamente a quanto è stato fatto nel passato. Certamente, l’emigrazione storica ha dato un contributo enorme alla crescita di questo Paese e ci siamo ben integrati; tuttavia, la nostra identità non si esaurisce in questo.
A noi spetta la responsabilità di costruire un futuro diverso, che sappia far crescere tutto ciò che è “italiano” in questa nazione, promuovendo il dialogo e una leadership più aperta, dinamica e consapevole.
