Nelle scuole cattoliche prende vita Magis2033

I leader di Sydney Catholic Schools si sono riuniti per dare piena attuazione a Magis 2033, il nuovo piano strategico che orienterà il futuro dell’educazione cattolica a Sydney nel prossimo decennio. L’incontro ha visto la partecipazione di presidi, vice presidi e coordinatori dell’educazione religiosa, riuniti in una giornata intensa di pianificazione strategica e formazione nella fede, con il contributo di studiosi del Boston College.

A guidare i lavori è stata la Direttrice Esecutiva Danielle Cronin, affiancata dalle ricercatrici Melodie Wyttenbach e Molly McMahon del Roche Center for Catholic Education, centro di riferimento internazionale per la ricerca e la formazione nell’ambito dell’educazione cattolica. L’obiettivo della giornata è stato duplice: approfondire la visione di Magis 2033 e rafforzare le competenze di leadership necessarie per tradurla in pratica concreta nelle scuole.

Il messaggio centrale emerso è stato chiaro e incisivo: “L’educazione deve sempre iniziare dalla persona umana e dalla sua interezza”. Un principio che richiama con forza l’insegnamento di Pope Leo e che costituisce il fondamento del nuovo piano strategico. Come ha spiegato Cronin, al centro di Magis 2033 non si trovano strutture, programmi o indicatori di performance, bensì il bambino. Questa scelta rappresenta un ritorno all’essenza dell’educazione cattolica: accompagnare ogni studente nella sua crescita integrale.

Secondo la Direttrice, un’educazione autentica non può limitarsi alla dimensione accademica. Deve coinvolgere mente, cuore e mani, favorendo uno sviluppo armonico che integri conoscenze, valori e azioni. Quando una di queste dimensioni viene trascurata, la persona rischia di essere frammentata e di non poter esprimere pienamente il proprio potenziale. Magis 2033 propone dunque una visione olistica, capace di unire eccellenza formativa e attenzione alla persona.

Durante l’incontro, Cronin ha invitato i leader scolastici ad assumersi con coraggio la responsabilità di essere custodi e promotori dell’identità cattolica. Il piano chiede agli educatori di diventare “costruttori di ponti”: tra fede e ragione, tra tradizione e innovazione, tra inclusione ed eccellenza, tra identità e apertura al mondo. Solo attraverso una leadership consapevole e radicata nei valori evangelici sarà possibile rendere vivo il progetto nelle aule, nelle sale insegnanti, nei cortili e nelle comunità locali.

Le ricercatrici del Boston College hanno approfondito il tema dell’“accompagnamento”, concetto chiave nella spiritualità ignaziana. Spesso, hanno osservato, i dirigenti scolastici possono sentirsi come se dovessero spingere il personale o trascinare gli studenti verso obiettivi prestabiliti. L’accompagnamento, invece, implica camminare accanto agli altri, incontrarli nel punto in cui si trovano e condividere il percorso. È nella relazione quotidiana che si costruisce un’autentica comunità educativa.

Un altro pilastro teologico discusso è stato quello dell’imago Dei, la convinzione che ogni persona sia creata a immagine e somiglianza di Dio. Questo principio richiama gli educatori a riconoscere e valorizzare i doni unici di ciascun alunno, cercando soluzioni creative per sostenere ogni bambino, specialmente nelle difficoltà. 

Accanto a questo, l’idea di Dios en todo ricorda che Dio è presente in tutte le cose, anche nelle sfide e nelle complessità del contesto scolastico contemporaneo.