Circa 150mila fedeli alla Messa nel santuario francese. Il Pontefice chiede alla Chiesa di riconoscere gli errori, rafforzare la prevenzione degli abusi e non abbandonare chi soffre.
A cura della redazione online
La responsabilità della Chiesa davanti agli abusi, la dignità delle persone malate e l’appello alla pace: sono i temi al centro della visita di Papa Leone XIV a Lourdes, tappa del suo viaggio apostolico in Francia. Circa 150mila personehanno partecipato alla Messa nella spianata del santuario mariano, secondo quanto riferito dalla Sala stampa vaticana. Settemila i malati iscritti alla celebrazione.
Nel luogo simbolo del pellegrinaggio e dell’accoglienza della sofferenza, il Pontefice ha rivolto un messaggio diretto alle persone più fragili: «Qui nessuna fragilità viene respinta». Le difficoltà fisiche e il dolore, ha sottolineato, non diminuiscono il valore della vita né il diritto di ciascuno a essere rispettato e accompagnato.
L’incontro con i vescovi francesi ha riportato in primo piano le violenze commesse da membri del clero e in ambito ecclesiale. Leone XIV ha definito gli abusi sui minori una «dolorosa piaga», riconoscendo il percorso intrapreso dalla Chiesa francese ma chiedendo di proseguire con la massima vigilanza.
Ascolto delle vittime, ricerca della verità, giustizia, riparazione e prevenzione sono stati indicati come elementi essenziali di questo impegno. Nell’omelia, il Papa ha inoltre ricordato che riconoscere i propri errori è indispensabile per la crescita spirituale.
Il cardinale Jean-Marc Aveline, presidente della Conferenza episcopale francese, ha insistito sulla necessità di guardare agli abusi dal punto di vista di chi li ha subiti. L’ascolto delle conseguenze che accompagnano le vittime per tutta la vita, ha spiegato, deve orientare il cambiamento della Chiesa. Il programma della visita comprende anche un incontro riservato con persone sopravvissute agli abusi.
All’Accueil Notre-Dame, davanti ai malati e agli operatori della struttura, Leone XIV è tornato sul fine vita, ribadendo la posizione della Chiesa contraria all’eutanasia. Ha invitato a non confondere la compassione con la scelta di interrompere la vita e ha distinto il piano della legalità da quello del giudizio morale.
Il Pontefice ha riconosciuto che patologie gravi e dolori intensi possono rendere il futuro incerto e difficile da affrontare. Proprio in queste condizioni, ha sostenuto, la dignità della persona deve restare il riferimento dell’assistenza e della cura.
Durante l’incontro ha salutato anche Antonietta Raco, la donna lucana la cui guarigione è stata riconosciuta come il settantaduesimo miracolo di Lourdes, presente con il pellegrinaggio nazionale dell’Unitalsi.
La giornata ha avuto anche una forte dimensione internazionale. All’Angelus, Leone XIV ha chiesto ai fedeli di dedicare la preghiera del Rosario alla cessazione delle guerre, accompagnandola con gesti di misericordia e iniziative di dialogo e riconciliazione.
Dopo Lourdes, il viaggio prevede la tappa di Metz, dove il confronto sulla pace e sul futuro dell’Europa porterà il messaggio del Pontefice oltre i confini della comunità cattolica.
