Alessandro Barbero porta a Sydney la storia di San Francesco

di Samuele Cupido

L’ottavo centenario dalla morte di San Francesco d’Assisi diventa l’occasione giusta per riscoprire la vera storia di una figura così tanto importante quanto dibattuta nel corso dei secoli, narrata dall’autorevole e storicamente accurato punto di vista del professor Alessandro Barbero. 

L’evento “Alessandro Barbero: Francesco d’Assisi, oltre il mito”, avuto luogo sabato 26 settembre presso il Canada Bay Club a Five Dock e nato dalla collaborazione tra la società Dante Alighieri e l’associazione NIAWA (National Italian-Australian Women’s Association), presenta il professore Premio Strega 1996 che, sulla base del suo libro San Francesco (Laterza, 2025), racconta il santo in modo inedito, attraversando eventi e periodi storici con la precisione che da sempre caratterizza il suo operato.

Durante l’introduzione, c’è spazio anche per ricordare i prossimi appuntamenti culturali organizzati dalla Società Dante Alighieri, su tutti l’incontro previsto il 24 ottobre, durante la settimana della lingua italiana nel mondo, su vita e opere di Grazia De Ledda, e soprattutto la speciale ricorrenza di giovedì 26 novembre per i 130 anni dalla fondazione della società.

Barbero, in collegamento online da Torino, ricorda con piacere la sua ultima esperienza a Sydney, quando il 16 aprile 2025 tenne, nello stesso luogo, la conferenza “Dal Medioevo al Rinascinento alla società moderna”, la quale richiamò una folta presenza. Anche in questa occasione la sala del Canada Bay Club è gremita di pubblico all’insegna di entusiasmo, attenzione e partecipazione attiva. 

“Alessandro Barbero racconta un Francesco oltre il mito: presenta l’uomo che è stato, dolce e intransigente, visionario e inquieto, un uomo che parla agli uccelli e ai musulmani ma che vive tensioni profonde con la Chiesa e il suo stesso ordine” Così Concetta Perna, presidente della Società Dante Alighieri di Sydney e della NIAWA nonché relatrice dell’incontro in questione, esordisce di fronte alla platea per introdurre il tema fondamentale del libro e dell’incontro: riscoprire la figura di San Francesco d’Assisi da un punto di vista più umano, al di là della narrazione canonica che lo raffigura quasi come un essere perfetto, quasi al livello di Gesù Cristo. 

Il professor Barbero insiste su questo punto, arrivando a definire il Santo un rivoluzionario obbediente: un personaggio forte, a tratti radicale, con i suoi principi ma anche con le sue contraddizioni. Un uomo che considera il lavoro fisico come prerogativa fondamentale della sua dottrina e predica la povertà nel suo senso più concreto del temine, senza però criticare mai i ricchi, sostenendo anzi che debbano essere rispettati per il potere che possiedono. 

Tuttavia, è proprio questa umanità riscoperta sul suo conto che, al netto di tutti i suoi pregi e difetti, mette in mostra il suo lato straordinario, quello che gli permette di riavvicinarsi all’immaginario collettivo ed essere ricordato, anche a distanza di secoli.

Non mancano poi menzioni agli aneddoti più rilevanti sul conto di San Francesco, uno su tutti l’incontro con il Sultano d’Egitto durante la Quinta Crociata, da cui il professore, incalzato da una domanda posta a riguardo, riesce a estrapolare un brillante parallelismo con la realtà geopolitica globale nell’attualità, chiudendo il suo intervento con un potente messaggio di pace: 

“In Egitto all’epoca era normale per il Sultano avere sudditi cristiani, ospitare organi della Chiesa sul territorio e avere rapporti con essi. Quindi, concepire il mondo diviso tra buoni e cattivi, con i quali ogni tipo di contatto non è possibile se non con la guerra, è sempre sbagliato in qualunque epoca, perché semplicemente il mondo non è così”.