NRL 2026, i Knights sfiorano l’impresa: Roosters campioni 19-18 dopo una finale incredibile

Newcastle cade di un solo punto nella Grand Final nonostante appena il 16% del territorio e una lunga lista di assenze. Justin Holbrook elogia cuore e sacrificio della squadra, mentre Kalyn Ponga firma una prova da leader assoluto con una corsa di 95 metri destinata a restare nella memoria.

A cura della redazione sportiva

SYDNEY — I Newcastle Knights sono andati vicinissimi a una delle imprese più clamorose della stagione NRL. Nella Grand Final 2026, contro una squadra dei Sydney Roosters nettamente favorita e capace di dominare territorialmente la partita, i Knights sono rimasti aggrappati al match fino all’ultimo, arrendendosi soltanto 19-18.

Una sconfitta dolorosissima, ma anche una prova che racconta quanto sia cambiata Newcastle sotto la guida di Justin Holbrook.

I Knights hanno chiuso la partita con appena il 16% del territorio, un dato quasi irreale per una finale di questo livello. Eppure hanno trovato il modo di restare dentro il match, soffrendo, difendendo e sfruttando ogni minima occasione.

Holbrook: “Mai visto una partita più dura”

Nel dopo gara, Holbrook ha cercato di trattenere l’emozione.

Il tecnico ha ammesso di essere devastato dal risultato, ma allo stesso tempo orgoglioso del gruppo costruito nel corso della stagione.

Secondo Holbrook, la sua squadra ha disputato una delle partite più dure che abbia mai visto da allenatore.

Newcastle è stato costretto per lunghi tratti a ripartire quasi sempre dalla propria linea di meta, con pochissimo possesso nelle zone d’attacco e sotto una pressione costante da parte dei Roosters.

Il tecnico ha però riconosciuto anche la realtà più semplice del rugby league: il cuore e il sacrificio non bastano da soli.

Alla fine vince la squadra migliore, e domenica sera quella squadra è stata Sydney.

Da wooden spoon a una Grand Final

Il risultato assume ancora più valore considerando da dove arrivavano i Knights.

Holbrook aveva preso in mano una squadra reduce dal wooden spoon e nel giro di una stagione l’ha condotta fino alla Grand Final.

Un percorso costruito su entusiasmo, fiducia e spirito di gruppo.

A rendere ancora più sorprendente la prestazione c’erano poi le numerose assenze.

Newcastle era senza l’intera prima linea titolare formata da Jacob Saifiti, Phoenix Crossland e Trey Mooney, mentre anche il grande acquisto Dylan Brown era indisponibile per infortunio.

Nonostante tutto, i Knights erano riusciti a portarsi avanti 12-0.

Poi, però, il peso del possesso e del territorio dei Roosters ha iniziato a farsi sentire.

Ponga trascina Newcastle

Il simbolo della resistenza di Newcastle è stato ancora una volta Kalyn Ponga.

Il capitano ha disputato una delle migliori partite della sua stagione proprio sul palcoscenico più importante.

La giocata più spettacolare arriva quando Ponga raccoglie un pallone vagante e parte da quasi cento metri dalla linea avversaria, completando una corsa di 95 metri fino alla meta.

Una giocata che ha tenuto Newcastle dentro la partita e che Holbrook ha definito straordinaria.

Il tecnico ha elogiato il modo in cui Ponga ha guidato la squadra durante tutta la stagione, definendolo “fenomenale”.

Una squadra che non ha mai smesso di lottare

Il finale racconta tutto.

Giocatori fuori posizione, uomini acciaccati e una squadra stremata che ha continuato a difendere.

Thomas Cant e Dylan Lucas hanno chiuso la partita giocando praticamente da front rower, mentre Matty Croker è rientrato in campo già in condizioni precarie e Tyson Frizell ha giocato con una costola danneggiata.

Eppure Newcastle è rimasta a un solo punto dai campioni.

È questo l’aspetto che Holbrook vuole portarsi dietro.

Non la sconfitta, ma la capacità di una squadra falcidiata dagli infortuni di restare dentro una partita che, statisticamente, avrebbe dovuto chiudersi molto prima.

Ponga: “Un anno fa nessuno ci avrebbe creduto”

Nel dopo partita anche Ponga ha parlato con orgoglio del percorso dei Knights.

Il capitano ha ammesso che, soltanto un anno fa, avrebbe faticato a credere alla possibilità di giocare una Grand Final.

Il cambiamento, secondo lui, è nato soprattutto dall’ambiente creato da Holbrook.

Allenamenti divertenti, fiducia, connessione con la comunità e la capacità di far sentire ogni giocatore parte di qualcosa di più grande.

Ponga ha sottolineato come la personalità del tecnico abbia influenzato l’intero gruppo.

Una squadra più serena, più unita e, soprattutto, più convinta dei propri mezzi.

Newcastle perde la finale, ma trova un futuro

La sconfitta per 19-18 resterà difficile da dimenticare.

I Roosters portano a casa il titolo, ma Newcastle esce dalla Grand Final con la sensazione di aver costruito qualcosa di importante.

Holbrook ha già indicato la strada: ricominciare da capo, affrontare un’altra stagione e provare a tornare sullo stesso palcoscenico.

Perché, dopo una finale giocata con il 16% del territorio, una squadra incompleta e una montagna di difficoltà, i Knights hanno dimostrato di poter competere fino all’ultimo con la migliore squadra della competizione.

E forse il risultato più importante della stagione è proprio questo: Newcastle oggi crede davvero di poter vincere.