di Marco Testa
Un ritorno che sa di casa, ma che ogni volta riesce ancora a sorprendere. L’Associazione Sbandieratori di San Gemini è tornata in Australia per la quinta volta, portando con sé secoli di storia, colori e tradizione. Un viaggio che non è soltanto una tournée artistica, ma un incontro profondo con la comunità italo-australiana e con un pubblico che, come racconta Andrea Proietti in un’intervista esclusiva ad Allora!, “in Australia abbiamo trovato un pubblico curioso e capace di apprezzare davvero l’arte dello sbandierare”.
La prima visita risale al 1997. Da allora, il legame non si è mai interrotto. Anzi, si è rafforzato nel tempo, trasformandosi in una relazione fatta di stima reciproca, accoglienza ed emozioni condivise. “In questa occasione siamo in nove e in Australia per la quinta volta – spiega Proietti – e ogni ritorno è diverso, ma sempre carico di significato”. Un rapporto che negli anni ha permesso al gruppo di sentirsi parte di una comunità più ampia, capace di riconoscere e valorizzare una tradizione che affonda le sue radici nella storia medievale italiana.
Un’affermazione che trova piena conferma nelle esibizioni che, anche quest’anno, hanno letteralmente fermato il pubblico durante il National Multicultural Festival di Canberra. Qui, il gruppo, ospite del Council of Italo Australian Organizations (CIAO), ha trasformato l’area della fontana in un’esplosione di ritmo, precisione e colore, regalando uno spettacolo che va ben oltre l’intrattenimento e diventa racconto identitario.
Tra gli appuntamenti più simbolici del programma australiano, anche un’esibizione davanti al Parlamento Federale, in uno dei luoghi istituzionali più rappresentativi del Paese: un momento di grande valore simbolico, che ha visto la tradizione italiana dialogare con il cuore della democrazia australiana.
Fondata nel 1974, l’Associazione Sbandieratori di San Gemini è una delle realtà più longeve e prestigiose d’Italia. Da oltre cinquant’anni custodisce l’antica arte del maneggiar l’insegna, restando fedele alle sue radici militari e cavalleresche, ma senza rinunciare a una continua ricerca artistica. Le coreografie innovative, l’elevata perizia tecnica e le musiche originali rendono ogni esibizione un perfetto equilibrio tra rigore storico e spettacolarità contemporanea. Con oltre 1.200 manifestazioni all’attivo, il gruppo ha portato il nome di San Gemini nel mondo, dagli Stati Uniti al Giappone, dall’Europa all’Australia, passando per Israele, Croazia e numerosi Paesi europei.
Particolarmente toccante è stata la visita alla Yarralumla Italian Primary School, dove fino al 50 per cento del curriculum viene insegnato in lingua italiana. Un incontro che ha avuto un forte valore educativo e simbolico. “È stato emozionante vedere i volti dei piccoli, tutti vestiti con le loro uniformi rosse, attenti mentre si sbandierava”, racconta Proietti. Uno di quei momenti che restano impressi e che dimostrano come la cultura possa essere trasmessa anche attraverso il gesto, il colore e la musica. Ad accompagnarli presso la visita al plesso è stata la dirigente scolastica dell’Ambasciata d’Italia a Canberra, la dott.ssa Valentina Biguzzi.
Dietro ogni esibizione c’è un lavoro profondo di identità e appartenenza. I costumi e i drappi, realizzati da sarte locali, rappresentano le famiglie nobili di San Gemini: ogni sbandieratore è custode di una storia, di uno stemma tratto dagli antichi scritti e dalle decorazioni del Palazzo dei Priori. Oggi l’Associazione conta circa 40 elementi tra sbandieratori e musici, grazie anche alla Scuola di Bandiera Agostino Tabarrini, vero vivaio che garantisce formazione, ricambio generazionale e continuità nel tempo.
Più che uno spettacolo, quello degli Sbandieratori di San Gemini è un atto comunitario. Un ponte tra passato e presente, tra Italia e Australia, che continua a emozionare, a fermare il pubblico e a rafforzare il senso di appartenenza di un’intera comunità.
