Eurovision Song Contest 2026 compie 70 anni e trasforma Vienna nel centro musicale del mondo. Ma questa edizione dell’Eurovision non è soltanto uno spettacolo di luci, pop e scenografie spettacolari: è anche un festival attraversato da tensioni politiche, sicurezza rafforzata e un’attenzione internazionale senza precedenti.
La capitale austriaca si presenta blindata. Centinaia di agenti sono stati mobilitati attorno alla Wiener Stadthalle e nelle principali aree pubbliche della città per prevenire tensioni e manifestazioni legate soprattutto alla partecipazione di Israele. Sono previste proteste sia pro Palestina sia a sostegno dello Stato israeliano.
Ma al centro della scena, almeno per il pubblico italiano, c’è soprattutto lui: Sal Da Vinci.
Con il brano “Per sempre sì”, vincitore del Festival di Sanremo, l’artista napoletano arriva a Vienna da favorito morale e mediatico. Secondo i dati riportati dagli organizzatori, la canzone italiana è già campione assoluta di streaming con oltre 24 milioni di ascolti, nettamente davanti agli altri concorrenti.
L’Italia, qualificata direttamente alla finale come membro storico dei Big Five, punta a confermare una striscia impressionante: otto piazzamenti consecutivi nella Top 10 eurovisiva.
Ma quest’anno la presenza italiana va ben oltre il rappresentante ufficiale.
Sul palco ci sarà anche Senhit per San Marino, accompagnata addirittura da Boy George. Non mancano poi artisti con radici italiane sparsi tra le varie delegazioni europee: dalla tedesca Sarah Engels alla svizzera Veronica Fusaro fino alla rappresentante ucraina Leléka, legata artisticamente al compositore italiano Stefano Lentini.
L’Eurovision 2026 però non parla soltanto europeo.
L’evento si conferma sempre più globale. Secondo gli organizzatori, fan provenienti da 75 Paesi hanno acquistato biglietti per assistere dal vivo allo show, con arrivi non solo dall’Europa ma anche da Australia, Stati Uniti, Canada, Brasile, Giappone, Emirati Arabi Uniti e Nuova Zelanda.
E proprio l’Australia continua a rappresentare uno dei fenomeni più curiosi dell’Eurovision moderno.
Pur trovandosi dall’altra parte del mondo, il Paese oceanico è ormai diventato uno dei mercati più appassionati della competizione. Nelle comunità italiane di Sydney e Melbourne cresce l’attesa per l’esibizione di Sal Da Vinci, soprattutto tra gli italo-australiani che da anni seguono l’Eurovision come un evento identitario oltre che musicale.
Per molti emigrati italiani, infatti, Eurovision non è soltanto una gara canora: è un legame emotivo con l’Europa, con la lingua italiana e con una cultura che continua a vivere anche a migliaia di chilometri di distanza.
Nel frattempo Vienna si prepara a una settimana di spettacolo totale tra tappeti turchesi, look eccentrici, coreografie futuristiche e audience televisive gigantesche. Rai seguirà l’evento con Gabriele Corsi ed Elettra Lamborghini, mentre milioni di spettatori si preparano a votare, commentare e trasformare ancora una volta l’Eurovision nel più grande fenomeno pop globale non sportivo del pianeta.
E mentre l’Europa canta, anche l’Australia ascolta.
Anzi, canta insieme.
