di Marco Testa
Una serata di intensa spiritualità e raffinata bellezza musicale ha avvolto, lo scorso 18 marzo, la suggestiva cripta della St Mary’s Cathedral, cuore religioso e culturale della città. In questo spazio carico di storia e raccoglimento, nella sua seconda edizione, il Consolato Generale d’Italia a Sydney, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura Sydney, ha presentato una toccante esecuzione dello Stabat Mater di Giovanni Battista Pergolesi.
L’evento, inserito nel periodo quaresimale che precede la Pasqua cristiana, ha rappresentato un momento di profonda riflessione spirituale e di incontro tra la comunità italiana e quella australiana attraverso la musica liturgica. La scelta dell’opera non è stata casuale: lo Stabat Mater, tra le più celebri composizioni sacre del Settecento, racconta il dolore della Vergine Maria ai piedi della croce, con una forza emotiva che attraversa i secoli e continua a parlare al cuore degli ascoltatori.
Protagonista della serata è stato il coro della cattedrale, il St Mary’s Cathedral Choir, che ha offerto un’interpretazione intensa e coinvolgente, capace di restituire tutta la delicatezza e la drammaticità della partitura pergolesiana attraverso coristi esperti e la presenza delle voci bianche maschili e femminili. Sotto la direzione attenta e sensibile di Daniel Justin, direttore musicale della cattedrale, i giovani coristi hanno dimostrato grande maturità artistica, sostenuti dall’assistente e maestro d’organo, Simon Niemiński.
Ad accompagnare le voci, un ensemble strumentale di grande qualità: Rafael Font al violino I, James Tarbotton al violino II e Annika Stagg al violoncello. La componente vocale è stata arricchita anche dalla partecipazione del Cathedral Scholar, Skyler Gacho, contribuendo a creare un equilibrio sonoro di grande suggestione.
L’atmosfera della cripta, illuminata in modo soffuso e raccolto, ha amplificato l’intensità dell’esecuzione, trasformando il concerto in un’esperienza meditativa e di raccoglimento. Il pubblico, numeroso e attento, ha seguito in silenzio ogni passaggio, lasciandosi trasportare dalla purezza delle linee melodiche e dalla profondità del testo sacro.
L’iniziativa ha avuto anche un importante valore simbolico e culturale. Attraverso la musica, si è rinnovato il legame tra l’Italia e l’Australia, celebrando un patrimonio artistico condiviso e rafforzando il dialogo tra le due comunità. Eventi come questo dimostrano come la cultura possa essere un ponte capace di unire persone di diverse origini in un’esperienza comune di bellezza e significato.
L’ingresso gratuito ha favorito un’ampia partecipazione, mentre una raccolta fondi “retiring collection” è stata organizzata al termine della serata per sostenere il prossimo tour europeo del coro della cattedrale, offrendo così al pubblico l’opportunità di contribuire concretamente alla diffusione della musica sacra oltre i confini australiani.
Particolarmente gradita la presenza del Console Generale d’Italia Gianluca Rubagotti, del Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura Dott. Marco Gioacchini e del Decano della Cattedrale, Padre Don Richardson.
Al termine del concerto, un lungo e caloroso applauso ha sancito il successo dell’iniziativa, suggellando una serata che molti dei presenti hanno definito memorabile. In un tempo spesso segnato da frenesia e divisioni, la musica di Pergolesi ha offerto uno spazio di raccoglimento e armonia, ricordando il valore universale dell’arte e della fede.
Una notte in cui Sydney ha parlato, ancora una volta, la lingua senza tempo della bellezza.
